La Lettura Del Mese

Di: - Pubblicato: 13 Aprile 2020
A.R. Chewett (1877-1965), Giovane uomo che legge (inizio XX sec.)

A COME AMORE

Simona Vinci, In tutti i sensi come l’amore (Einaudi)

Tommaso Pincio, Un amore dell’altro mondo (Einaudi)

In tutti i sensi come l’amore della milanese Simona Vinci, classe 1970, è una raccolta di racconti che risale al 1999, ormai più di vent’anni fa.

Nel frattempo la Vinci ha scritto molto altro, ma forse in nuce, un nucleo aspro e ruvido, doloroso e feroce, torbido e duro, tenero e amaro, questo libro già dice molto.

Tredici pezzi preceduti in epigrafe da altrettante poesie di vari e diversi autori: Derek Walcott, Alda Mercini, Anne Sexton, Giovanni Giudici, Emily Dickinson, Sylvia Plath, Kato Shuson, Paul Eluard, Attilio Bertolucci ed Elsa Morante.

Lo stesso titolo In tutti i sensi come l’amore è un verso della allora settantenne poetessa giapponese Kazue Shinkawa.

Dire l’amore in tutte le sue sfaccettature, violente, romantiche, oniriche, proibite, umane ed animali, selvagge e cerebrali, dolci e passionali. Per citare l’autrice: “Ho cercato di sentire le ossessioni che ci accompagnano nel tempo che viviamo e al fondo di tutte, o quasi, ho trovato il corpo.

Sul finire del millennio, l’amore, il corpo e le parole: “Le ho scritto una lettera. Mi è sempre piaciuto scrivere lettere. Le parole sono un corteggiamento violento. Entrano dentro la carne di chi le legge. Le parole scritte fanno paura. Ho sempre pensato che quando si scrive venga fuori il ritmo dell’anima; quando si parla si mente, quando si scrive no. Non è possibile. È come tirare fuori da sé qualcosa di vitale e spaventoso, come un organo spiaccicato sulla carta. Incartare un fegato e spedirlo, questo è scrivere lettere.

E prima di arrivare a dire, come in un respiro tirato, che: “Sotto l’aereo, il colore della terra è di un verde bellissimo.

Con quelle scarpette rosse che da Andersen, passando per la Dorothy de Il mago di Oz, almeno nel film, ai giorni nostri sono diventate simbolo della violenza sulle donne grazie all’artista messicana, classe 1959, Elina Chauvet.

Prima, bisogna attraversare la notte e, come scrive Simona Vinci: “Non è mai la stessa notte, e io cammino sempre sotto un cielo diverso, sotto un diverso punto di blu.” [FINE]

Curiosamente, o forse no, Un amore dell’altro mondo dello scrittore romano Tommaso Pincio, classe 1963, dopo la dedica nientemeno che a Kurt Cobain, presenta una citazione proprio dal romanzo di L. Frank Baum, Il meraviglioso mondo del Mago di Oz.

Che risuona come una sveglia o un richiamo per non addormentarsi in un sonno inibitore cadendo perduti per sempre.

Appena superata la fatidica soglia del millennio, il libro di Pincio è del 2002, la domanda continua ad essere sempre la stessa: “E l’amore? (…) Partivano da lontano certe domande.

A chiederselo è Homer B. Alienson, personaggio che dà corpo e voce all’amico immaginario di Kurt Cobain e attraverso cui, di riflesso, viene raccontata la storia del leader dei Nirvana scomparso, l’anno scorso, ormai 25 anni fa. Diremmo da dietro le quinte, se non fosse che il cantante metteva tutto in scena e poche cose forse rimangono oscure.

Con la sua morte si segna la fine di un mondo e di un’epoca, di un momento e di un modo di stare al mondo. O piuttosto, l’inizio di qualcosa d’altro: “Kurt e il suo sistema, cosí come erano venuti, si persero nelle pieghe di un passato incerto, il passato delle cose che non si sa se sono accadute veramente. Homer si ritrovò a essere quello che era. (…) Lui era tornato quello di sempre. Era di nuovo Homer e basta. Niente piú Boda.

E l’amore: “Da dove avrebbe dovuto cominciare? Disse a se stesso che avrebbe dovuto saperne di piú, ma aveva appena cominciato a informarsi, quando gli capitò di leggere che l’amore è sgusciante e che diventa addirittura intrattabile se si ha l’impudenza di chiedergli, Chi sei? Da dove vieni? Quando verrai?

A cura di Giulia Caravaggi