La Lettura Del Mese

Di: - Pubblicato: 15 Dicembre 2020
A.R. Chewett (1877-1965), Giovane uomo che legge (inizio XX sec.)

STORIE

Ginevra Bompiani, La neve (et al.)

Milan Kundera, La lentezza (Adelphi)

Hilary Mantel, The Assassination of Margaret Thatcher (Picador)

Nessuno è obbligato a riuscire nelle cose che fa. Lea, ripensandoci dopo tutti quegli anni, si disse che forse si poteva anche concludere così.

Delicata come sempre, Ginevra Bompiani sa raccontare di cose profonde.

Un tocco per mano che ha la forza di guida, possibilità di un sostegno seppur precario, come lo sono d’altronde tutti i sostegni. Non si può mica pretendere.

Una caduta in città in un giorno di neve, una sorella ormai chiusa nel proprio mondo, la storia di un negozio di scarpe e poi di cappelli che forse diventeranno cuscini, una ragazza venuta dalla Sardegna per lavorare e un nipote che è ancora tutto da scoprire.

Ma sotto questo dell’altro: “Lea credeva alle pillole, ma le sembrava difficile che ne esistesse una che guariva dal desiderio di contestare la propria natura in nome della libertà.

C’è la perfezione dell’irraggiungibile: “Ma questa perfezione la conosci solo tu.

La passione ed il casodell’anziano maestro: “A lui era bastato fare quel che sapeva fare, gli era bastato conoscere i segreti del mestiere.

La troppo buonaeducazione e la solitudine, il “coraggio di affrontare un mistero” e il ritratto di una donna in corso nel suo divenire: “Lea si sentiva vicina ai due grandi eroi imperfetti, Galvano con la sua invincibile socievolezza e Lancillotto con la sua appassionata svagatezza. E per queste due colpe, per queste due debolezze, lei aveva fatto della sua vita non quel che aveva voluto, ma quel che non aveva potuto non fare, quel che aveva speso tutta la sua forza e la sua libertà a fare controvoglia.

Mentre gli oggetti passano, perdono e acquistano la loro importanza, i tubi rotti di casa sono stati aggiustati: “Appoggiò le mani sulla ringhiera del balcone, che le trasmise il suo piccolo gelo. Sotto e intorno a lei la neve chiazzava il paesaggio di tetti e balconi, sciogliendo la sua unità sotto la spinta del sole: la neve che unisce, il sole che raccoglie… L’effervescenza della vita, pensò. L’illusione. Le sembrava di vederle tremare e scintillare di nuovo. (…) Dovrei avere il coraggio di rinunciare all’illusione? Pensò. Ma perché?” [FINE]

“ (…) poiché l’origine della paura è nel futuro, e chi si è affrancato dal futuro non ha più nulla da temere.

In questo breve romanzo scritto venticinque anni fa dallo scrittore ceco naturalizzato francese Milan Kundera, classe 1929, si intrecciano diverse linee narrative.

Un coppia di oggi che decide di passare la notte in uno dei tanti castelli di Francia trasformati in albergo e riflette sulla lentezza: “Perché è scomparso il piacere della lentezza? Dove mai sono finiti i perdigiorno di un tempo? Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulino all’altro e dormono sotto le stelle? Sono scomparsi insieme ai sentieri fra i campi, ai prati e alle radure – insieme alla natura?

La ripresa del racconto settecentesco Senza domani attribuito a Vivant Denon, ambientato anch’esso nel parco di un castello della campagna francese, per disquisire del piacere, l’edonismo ed Epicuro: “Nel linguaggio corrente la nozione di edonismo indica una propensione amorale per un’esistenza dedita al piacere, se non addirittura al vizio. Il che è ovviamente inesatto (…)”.

La doppia storia che vede protagonisti l’intellettuale Berck e il deputato Duberques, il dottore in Storia medioevale Pontevin e il suo giovane discepolo Vincent, la giornalista Immacolata e l’entomologo ceco Cêchôripsky.

Tutti quanti si muovono nel teatro della realtà: “Il palcoscenico della Storia illuminato dalla luce dei riflettori si chiama Attualità Storica Planetaria.

Con loro (o sono loro stessi? E lo siamo anche noi?) la brillante figura del ballerino: “Siamo davvero tutti nella stessa trappola, in un mondo che da un giorno all’altro, inaspettatamente, si è trasformato sotto i nostri piedi in un palcoscenico senza vie d’uscita?

Kundera riesce nella sua essenzialità a tenere le molteplici fila dei suoi mille pensieri, al di là dei quali si delinea il ritratto della società che siamo diventati, illuminante nella sua predizione e che si può riassumere in un’immagine, questa: “Il mondo in cui viene raccontata la storia contemporanea è simile a un grande concerto durante il quale venissero eseguite tutte di seguito le centotrentotto opere di Beethoven suonando però solo le prime otto battute di ciascuna. Se fra dieci anni si desse lo stesso concerto si suonerebbe, di ogni pezzo, solo la prima nota, dunque in tutto centotrentotto note, eseguite come un’unica melodia. E fra vent’anni tutta la musica di Beethoven si riassumerebbe in una sola, lunghissima nota acuta, simile a quella, interminabile, e altissima, che il musicista ha udito il giorno in cui è diventato sordo.

Visto che per leggere non servono orecchie…fate un po’ voi i conti! [FINE]

Who has not seen the door in the wall? (…) It is a special door and obeys no laws that govern wood or iron. No locksmith can defeat it, no bailiff kick it in; patroling policemen pass it, beacause it is visible only to the eye of faith.

Quando si dice essere fulminanti.

Sono appena caduti i trent’anni dalla fine del governo Thatcher, il 28 novembre del 1990 (l’anno scorso i quaranta dal suo inizio, il 4 maggio del 1979), e allora perché non approfittarne per leggere questo breve racconto della grande scrittrice Hilary Mantel. Una piccola storia dove si dice tutto ciò che ci sarebbe da dire a riguardo, ma anche di più.

Con un pensiero all’altrettanto grande Roald Dahl che sempre a novembre di trent’anni fa e soltanto pochi giorni prima moriva lasciandoci in eredità le sue storie per adulti e bambini. Tutti insieme, potreste leggere In solitario. Diario di volo per ricordare un altro scrittore-aviatore, Antoine de Saint-Exupéry di cui l’anno scorso si è commemorato il 75° dalla scomparsa, oppure Tutti i racconti (Salani). Roald Dahl non delude mai ed è un’ottima idea-regalo per Natale! Tanti Auguri!

A cura di Giulia Caravaggi