La Notte Finisce Sempre

Di: - Pubblicato: 4 Feb 2019

Di Maurizio Anelli.

Faitha ha solo vent’anni. A vent’anni la vita dovrebbe essere piena di sogni, di progetti e di sorrisi. Un sorriso per ogni progetto e un sorriso per riuscire a rialzarsi dopo ogni sogno spezzato, perché a vent’anni la vita è sempre una scommessa da vincere anche quando le carte non sono quelle giuste. Le carte che la vita ha messo nelle mani di Faitha erano quelle sbagliate, truccate da un mazziere malvagio che distribuisce sempre le carte peggiori e mentre le distribuisce esibisce sempre il ghigno perverso e malato dell’Erode del terzo millennio. L’ha fatto anche questa volta, ordinando lo sgombero del Cara di Castelnuovo di Porto  senza guardare in faccia nessuno perché il mazziere malvagio non è capace di reggere nessuno sguardo, nemmeno quello di una ragazza di vent’anni all’ultimo mese di gravidanza.  Faitha era arrivata dalla Nigeria senza una famiglia accanto a sé, e il padre di quel figlio chissà chi è e chissà dov’è… ma questo non ha nessuna importanza per il mazziere e per i suoi sgherri. Il Cara di Castelnuovo di Porto doveva essere sgomberato e Faitha doveva  andarsene insieme al seme di vita custodita in grembo. Caricata su un treno, da sola come un cane randagio allontanato dal giardino di casa, Faitha ha iniziato un altro viaggio.

Faitha ha solo vent’anni e vince tutto, anche la paura. Sale su quel treno e arriva a Lecce, dove è accolta e presa in carico da persone che si prendono cura di lei. Quelle persone sono le Donne e gli Uomini dell’ARCI, così diverse da chi l’ha cacciata e messa sul treno, che la portano all’Ospedale. Solo poche ore, e Faitha partorisce una piccola stella nella notte che oscura e incattivisce questo Paese,  ostaggio di un mazziere che distribuisce carte truccate e avvelena i pozzi.  Quella stella si chiama Aliya, è bella e lo sarà sempre perché quando nasce una stella nella notte di un paese che non riconosce più nemmeno se stesso, non può che essere bella. Spesso sono le donne a rendere la notte meno scura di quella che è, e la storia di Faitha e Aliya è una storia speciale come speciale è la forza delle donne che non si arrendono mai e vanno avanti sempre, più forti e più belle di qualsiasi destino e qualsiasi carta sbagliata. Qualcuno dovrebbe vergognarsi di questa storia, chiedere scusa e andarsene via senza mai più tornare, ma non succederà nulla di tutto questo perché la storia insegna che i vigliacchi non se ne vanno mai da soli. Scappano, ma solo quando i popoli trovano la forza e il coraggio per ribellarsi e cacciarli con la forza delle idee e della ribellione. Solo allora scappano, perché così fanno i vigliacchi. https://globalist.it/news/2019/02/02/storia-di-faitha-cacciata-da-castelnuovo-alla-vigilia-del-parto-e-mandata-sola-fino-in-puglia-2036883.html

È lunga la notte di questo Paese, sembra non finire mai … ma finirà. Si esce sempre dalla notte, a volte con molte cicatrici e ferite che lasciano un segno che brucia la pelle, ma se ne esce. La notte non è fatta per dormire, o almeno non solo. La notte è una vita da guardare in faccia e sfidare a testa alta, anche quando le carte sono quelle con cui è difficile vincere la partita, ma la partita finisce solo quando finisce il tempo e non prima. Così sono le tante notti passate al largo del porto di Catania prima e Siracusa poi. Le carte erano truccate anche allora, ma al largo di Catania e di Siracusa c’era un’Umanità vera a portare solidarietà e speranza a chi era in ostaggio su quelle navi cui era impedito di attraccare. A dare le carte è sempre lo stesso mazziere che pensava di condannare Faitha, gli sgherri sono quelli di sempre: pavidi e servili, crudeli come sanno essere solo gli sgherri. Seduti ai banchi del Governo o sulla poltrona della Procura della Repubblica di Catania, sembra che abbiano una sola ragione di vita: assecondare il mazziere, appoggiare sempre le sue scelte e il suo modo di condurre il gioco al tavolo verde. Nessuna obiezione, fedeltà assoluta. Nessuna contrarietà in Parlamento, dove vedremo chi voterà a favore dell’autorizzazione a procedere per l‘accusa di sequestro di persona, e inchieste inventate sul nulla contro le ONG da parte della Procura di Catania: tutto quello che serve al momento giusto, sempre e comunque.

C’è però un’Umanità che non accetta questo gioco e pensa che la notte dovrà pur finire, ci sarà tempo allora per dormire e guardare le stelle. Ora è il tempo di sfidarla questa notte: nelle piazze e nei porti, nei Centri di Accoglienza, nelle strade che insegnano sempre la vita, la vita di tutti i giorni. Questo è l’insegnamento che arriva da Siracusa oggi e che era già arrivato dall’estate di Catania e prima ancora da Lampedusa. È lo stesso insegnamento che nelle settimane scorse era arrivato da Crotone, da Melissa e da quella Calabria che non cancellerà mai il sogno di Riace. Non sarà facile, ma non lo è mai quando si gioca con le carte truccate. Occorrono tenacia, pazienza, coraggio e consapevolezza.  Per esempio la consapevolezza che gli sgherri proteggeranno il mazziere fino in fondo e con tutti i mezzi a loro disposizione, perché ormai sono complici e compromessi quanto lui. La sua caduta coinvolgerebbe anche loro e questo non possono permetterselo. Dove troverebbero una seconda occasione per occupare le stesse poltrone, in Parlamento o in una Procura della Repubblica ?

Questo Paese ha molti problemi, forse troppi. Ognuno di loro è un compito enorme da affrontare per qualunque Governo, ci sono troppi anni di connivenze e responsabilità alle spalle, troppo marciume. Sono problemi cruciali per una Democrazia: l’occupazione e la crisi economica, il degrado etico e morale di un’intera classe dirigente, una corruzione dilagante, un sistema mafioso che controlla il territorio e condiziona qualunque scelta economica e politica, un welfare che viene cancellato sistematicamente, la ricostruzione che aspetta da decenni di interi Paesi distrutti da frane, terremoti e calamità naturali mentre qualcuno rideva al telefono, la crescita e in molti casi l’affermazione di un fascismo che si è ricostruito per il semplice motivo che lo Stato lo ha permesso… eppure ogni giorno sembra che l’unico problema serio sia rappresentato dai migranti. Sappiamo che non è così, ma tutti i giorni c’è chi prova a convincerci che sia così e in troppi si prestano al gioco e fanno l’inchino baciando le mani.

Per il Ministro degli Interni, per esempio, la mafia non è un problema che merita il massimo sforzo e le scorte assegnate a chi ha subito e subisce minacce e intimidazioni sono un costo insostenibile per le casse dello Stato. Da qualche tempo Matteo Salvini alimenta ad arte la polemica sulla scorta assegnata a Roberto Saviano e, nel frattempo e in silenzio, decide allora di togliere la scorta assegnata al giornalista Sandro Ruotolo, assegnata nel 2015 in seguito alle minacce del boss dei casalesi, Michele Zagaria, dopo le inchieste di Ruotolo sul traffico di rifiuti tossici in Campania. Strane coincidenze: i casalesi, Roberto Saviano e Sandro Ruotolo… come se al Ministro degli Interni desse fastidio chi dà fastidio ai casalesi. È una decisione che suscita rabbia e indignazione, ma il mazziere che trucca le carte va avanti per la sua strada, perfettamente consapevole che togliere la scorta a un Uomo che ha fatto la storia del giornalismo d’inchiesta, e che ancora oggi è un punto di riferimento per chi lotta contro la camorra e le mafie, rappresenta molto più di un segnale. https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/02/02/news/ruotolo_scorta_tolta_minacce_reazioni-218135004/

No, non è facile continuare a credere nelle Istituzioni di questo Paese quando le Istituzioni medesime fanno tutto il possibile per screditare se stesse, ma gli Uomini passano mentre le Istituzioni restano. Passerà anche Matteo Salvini, Ministro della paura di un Governo che sarà ricordato a lungo per la quantità di odio seminato, di menzogne raccontate e per la vergognosa connivenza con la parte peggiore di questo Paese. Passerà la notte e torneremo a guardare le stelle un giorno. Quel giorno dovremo raccogliere le macerie di un Paese che nella sua maggioranza è complice della morte annunciata del diritto, della democrazia e della dignità umana. Ma passerà, e sarà un giorno importante. Noi saremo qui, signor mazziere che distribuisce carte truccate, saremo qui fino alla fine: ribelli, rompicoglioni, sognatori irriducibili. Saremo qui, perché nulla ci sposterà e non ci perderemo quel momento per nulla al mondo, il giorno della vostra Norimberga, dove lei e i suoi sgherri dovrete finalmente rendere conto di tutto il male che avete costruito e seminato. Può scommetterci.