La Nuvola E Il Lupo Cattivo

Di: - Pubblicato: 16 maggio 2016

C’è una nuvola, pesante e scura, che gira sul cielo dell’Europa. Ma i cambiamenti climatici, l’inquinamento e lo smog questa volta non hanno alcuna responsabilità. È una nuvola che ciclicamente esce dai nascondigli in cui si era rifugiata per riprendere energia, chiamare a raccolta altre cattive coscienze e tornare a far sentire il suo fiato e la sua ombra.

Ha un compito chiaro e preciso, e lavora senza tregua per raggiungere il suo scopo. Le nuvole sono portate dal vento e scaricano pioggia, questo sarebbe il loro compito. Questa nuvola invece scarica solo paura, sul cuore e sulla mente degli uomini. È un lavoro scientifico, serve tempo per raccogliere i frutti della semina. E il tempo del raccolto arriva, prima o poi. Aspetta solo il vento favorevole.

L’Europa ha già conosciuto quel vento e quella semina, e il raccolto è stato un disastro per l’umanità. Era il secolo scorso, ma l’Europa sembra averlo dimenticato.

Anche in quei giorni molti avevano sottovalutato quanto stava accadendo, in fondo il problema riguardava altri: ebrei, zingari, omosessuali. Il concetto della razza superiore era quasi stato accettato, sottovalutato o, peggio ancora, non ne fu capita la portata. Le diplomazie di allora finsero di non vedere il disegno preparato in una birreria di Monaco, anche se il disegno era chiaro e dettagliato.

SKOKIE, IL - APRIL 19: Neo-Nazi protestors organized by the National Socialist Movement demonstrate near where the grand opening ceremonies were held for the Illinois Holocaust Museum & Education Center April 19, 2009 in Skokie, Illinois. About 20 protestors greeted those who left the event with white power salutes and chants. (Photo by Scott Olson/Getty Images)

Oggi, in Europa, qualcuno sta preparando un altro disegno che assomiglia tanto a quello di allora. Ma perché il dipinto riesca è necessario preparare la cornice giusta. Non è difficile preparare una cornice giusta per gli architetti del male: si può incominciare da una crisi economica preparata con cura nel corso degli anni, far sedere alla stessa tavola i maggiori centri di controllo della finanza mondiale, le banche più influenti, qualche servo vestito da uomo di Stato e di Governo e la cornice prende forma. Occorre che l’economia di qualche Paese vada a rotoli, poi ne seguiranno altri. Si devono allagare i confini della precarietà, del lavoro, dell’insicurezza economica, del malcontento, dei sacrifici, della povertà. Si devono invece restringere, sempre più, i confini del diritto e dell’uguaglianza. Se serve si può sempre scatenare qualche guerra in giro per il mondo, in particolare nei Paesi più poveri e più spremuti dalla Storia. Non possono mancare gli ingredienti più esplosivi: i conflitti religiosi. Perché da duemila anni ognuno combatte le proprie guerre in nome di Dio, non si può mica dire in giro che le guerre si combattono per conquistare e/o mantenere un’egemonia politica ed economica. Infine il colpo di genio, usare i milioni di Donne e Uomini che scappano per il primo di tutti i diritti: vivere.

Ecco allora che quell’onda di umanità in fuga diventa finalmente protagonista della tragedia, l’attore principale del film della paura. Loro, e solo loro, sono il lupo cattivo della favola. Loro, i clandestini che ci porteranno via il lavoro, le nostre donne, la nostra cultura. Sono loro il lupo cattivo da cui dobbiamo difenderci, e allora si costruiscono muri per proteggere la nostra casa di paglia e si scrivono leggi, si stringono patti economici con i paesi più disposti ad accettare di fare la guardia armata in difesa del Castello. Dal caldo Mediterraneo al freddo Nord Europa riprende voce la nuvola nera, riprendono fiato i nipotini dei nonni che avevano incendiato l’Europa nel secolo scorso e che hanno la stessa radice, la stessa faccia cattiva, le stesse teste rasate, gli stessi simboli, lo stesso odio.

(AP Photo/Darko Vojinovic)

Quanto tempo resta a disposizione per impedire che questa nuvola diventi sempre più grande e minacciosa? Dipende da noi, solo da noi. Dipende da quanto siamo disposti a metterci in gioco, da quanto saremo disposti a spendere del nostro tempo e della nostra fatica per ribellarci a queste condizioni e lottare contro un nemico che alza la voce sempre di più. Il vento non è sempre uguale, a volte porta con sé un’aria fresca e pulita, capace di spazzare via l’odore del letame di qualunque nuvola, anche quella che si nutre solo per vomitare odio e seminare paura.

 

Maurizio Anelli