La Violenza Del Decreto Sicurezza

Di: - Pubblicato: 3 dicembre 2018

Di Maurizio Anelli.

Non è vero che le persone sono tutte uguali. Le persone nascono sì tutte uguali, ma poi la vita spariglia le carte e cambia la storia di tutti. C’è chi nasce ultimo, fin dal primo momento. Il primo vagito è già una lotta contro un destino scritto da altri, il primo respiro è già un atto di ribellione verso quel mondo che respinge e che non si vergogna di farlo. E quante lezioni impartite dai pulpiti caldi e comodi del mondo dei primi, da chi non ha mai dovuto lottare per conquistare nulla perché tutto gli è arrivato, perché ha avuto il privilegio di nascere nel campo dei vincenti. Ma cosa significa, esattamente, essere un “vincente” quando questo è solo un fattore geografico del quale non abbiamo nessun merito ? No, le persone non sono tutte uguali, non lo sono da sempre. C’è una barricata che gli uomini hanno costruito dall’età della pietra, da una parte c’è chi può scegliere e decidere della propria vita e dall’altra c’è chi deve solo lottare ogni giorno per arrivare all’indomani. C’è poi una terra in mezzo alla barricata, nella quale una parte dell’umanità si agita a fianco degli ultimi, condivide la loro lotta e la loro rabbia e prova a cambiarne la storia. È una terra che scotta, brucia passioni e sentimenti, logora e consegna sconfitte in abbondanza, qualche volta regala piccole vittorie che aiutano a sentirsi dalla parte giusta ma è solo un momento da assaporare velocemente, in fretta, perché il giorno dopo è già tempo di nuove battaglie, di nuove fatiche. Serve un’ostinazione feroce e una fede incrollabile nell’idea di un futuro diverso per reggere il passo, per non cedere alla tentazione di pensare che sia tutto inutile e che le cose non cambieranno mai. È un’ostinazione che cambia le persone, a volte le indurisce e le rende quasi invisibili agli occhi degli altri: gli altri sono quel mondo dei vincenti che distribuisce punteggi che fanno classifica. I vincenti sanno già tutto, capiscono di economia e di politica, sanno come gira il mondo, fanno maggioranza e si muovono di conseguenza perché le minoranze sono un fastidio senza alcun diritto, i vincenti ogni giorno giudicano: adolescenti sognatori, spesso questo è il temine più gentile con cui si viene giudicati. Oppure buonisti, antagonisti e altro ancora. Ma in questi giudizi in realtà si nasconde l’astio e l’arroganza con cui il mondo dei vincenti vede il resto del mondo.

In questi giorni, dopo che se n’è parlato per tanto tempo, è legge il nuovo Decreto Sicurezza. È qualcosa che nella sostanza umilia e stravolge la Costituzione e, di fatto, consegna l’Italia al gotha del razzismo legalizzato, all’Apartheid. C’è qualcosa che accomuna questo decreto con le leggi razziali del 1938, e che fa di questo Governo uno Stato di Polizia. Quando si nega il diritto di asilo, quando si cancella il concetto di protezione umanitaria, quando si rifiuta l’accoglienza attraverso una Legge dello Stato, si compie l’ultimo passo per cancellare lo Stato di Diritto e si apre la porta a un regime. È incredibile come questo non sia compreso da gran parte degli italiani, ma susciti rabbia, indignazione e protesta solamente in una minoranza di un Paese che ha conosciuto il ventennio fascista e le discriminazioni razziali. La fotografia è ancora più preoccupante e tetra se si vuole analizzare tutto il contesto sociale e politico dell’Europa, terribilmente simile a quanto già visto in un passato che ha meno di un secolo di storia. A rendere ancora più grave il quadro che si sta dipingendo in Italia, è il declino etico e morale delle Istituzioni, anche nelle sue cariche più alte. Com’è possibile che tutto questo stia succedendo senza che in tutto il Paese scatti una molla di dignità e di disgusto verso questa dichiarazione di “caccia al povero e al migrante” che è stata scatenata dalle forze più integraliste, estreme e xenofobe della destra italiana ? La risposta non è così difficile come sembra, anzi personalmente mi appare quasi scontata: questo Paese è profondamente fascista e razzista in gran parte dei propri cittadini. Siamo un Paese che ha sempre rifiutato di fare davvero i conti con il proprio passato, storico e politico, siamo un Paese che ha sempre tollerato se non incoraggiato l’eversione sin dalla nascita della Repubblica, siamo un Paese che non ha mai dichiarato veramente guerra alle mafie ma è invece scesa a patti con loro. Lo Stato non ha mai difeso con forza le sue menti migliori: nella Magistratura, nelle Forze dell’Ordine, nelle Forze Armate e nei Servizi Segreti deviati per definizione, nei Partiti Politici, nell’Informazione, chiunque abbia provato a lavorare per il bene comune e nel rispetto della Democrazia e delle leggi dello Stato Democratico lo ha sempre fatto in condizioni di solitudine e di minoranza. Qualcuno nega, ancora adesso, le similitudini fra la situazione attuale e l’Italia pre-fascista. Credo che sia un grave errore, le similitudini esistono e sono tante. Considerare il fascismo come qualcosa di circoscritto a un periodo storico limitato senza comprendere che invece è un modo di vivere la società, un’idea aberrante fondata su concetti come la razza e la sua salvaguardia, allontana sempre di più dalla comprensione della situazione attuale. C’è una cosa ancora che non può passare in secondo piano: negli anni del fascismo il nemico dichiarato erano gli avversari politici, i giornali, i Sindacati e la sinistra in generale. Il fascismo cercava e otteneva consensi, inutile negarlo, in una serie di azioni che sembravano andare in  direzione del Paese: alcune politiche sociali, le grandi opere, la retorica della famiglia. Era solo un modo di ottenere consensi e lo sappiamo benissimo, e qualcuno aveva capito dal primo momento il reale pericolo fascista. Molti altri non capirono, molti altri ne condividevano il pensiero e l’agire: questi molti contribuirono a costruire la tragedia che sarebbe seguita. Oggi, se possibile, la situazione è ancora più chiara: si va subito al sodo dichiarando guerra aperta agli ultimi, è su di loro che si concentra tutta l’attenzione repressiva e violenta. Perché il Decreto Sicurezza è violenza, fisica e morale. Anche in questo caso, come per il fascismo, in molti condividono il pensiero e l’agire. C’è un’assenza spaventosa di opposizione politica e morale dei Partiti che non si riconoscono in questo Governo, ci sono l’incapacità e la responsabilità politica di chi ha governato prima e che ha nomi e responsabilità precise. Ma fino a che punto si tratta solo di incapacità politica? Davvero è solo incapacità avere contribuito a distruggere l’idea di solidarietà e di integrazione con i migranti, per esempio andando a trattare con il governo della Libia ? Davvero è  stata solo incapacità non aver cancellato una una legge vergognosa come la Bossi-Fini e aver successivamente introdotto il decreto Minniti-Orlando ? Io non credo che sia solo incapacità politica, credo che sia stato qualcosa di molto più grave. Questo Decreto Sicurezza è qualcosa che umilia questo Paese e lo umilia sulla pelle dei migranti, una pelle diversa dalla pelle bianca tanto cara e preziosa per il Ministro degli Interni e per il suo Partito, per il Governatore della Regione Lombardia come lui stesso dichiarò pubblicamente durante la sua campagna elettorale, e per gli alleati di Governo del Movimento 5 Stelle che assistono in un silenzio complice. Questo Decreto Sicurezza cancella ogni traccia di umana solidarietà e dignità umana, mettendo sulla strada Donne, Uomini e minori, senza domicilio, senza residenza e senza diritto di avere documenti di identità: carne da macello, persone invisibili e senza diritti. In molti applaudono il Ministro Matteo Salvini e vedono in lui l’uomo che garantisce sicurezza agli italiani. È una responsabilità di cui dovranno rispondere un giorno alle generazioni future, ma oggi per loro tutto questo non conta. Contano le ipocrisie umane e l’indifferenza. Strano paradosso che tutto questo disprezzo umano venga da un individuo che solo pochi mesi fa giurava in Piazza del Duomo tenendo in mano il Vangelo, la Costituzione della Repubblica e un rosario. Ma forse non ha mai letto né il Vangelo né la Costituzione. https://www.youtube.com/watch?v=hWo9OtXSU-8

C’è una terra in mezzo alla barricata, ricca di umanità che ha scelto da che parte stare. È una scelta che regala qualche sorriso e molta amarezza. Qualche volta anche solitudine, ma è una scelta che rende liberi. Sthephen Hawking diceva che “Le persone più silenziose hanno le menti più rumorose.” Penso che avesse ragione. A volte però capita che l’amarezza e gli schiaffi ricevuti portino le persone a chiudersi, a non credere più nelle persone ma solo alle idee; ma le idee camminano sulle gambe delle persone e queste non sono tutte uguali. Io sono sicuro che queste persone torneranno a far sentire tutto il rumore della loro mente, perché della loro mente questo mondo ha un estremo bisogno. Sono sicuro che queste persone riusciranno a restituire voce al loro silenzio perché sono loro a rendere il mondo migliore di quello che è. Per questo le aspetto in quella terra in mezzo alla barricata, perché questo Paese e questo mondo forse non cambieranno mai, ma le menti rumorose grideranno sempre la bellezza di un’idea. Sentirsi cittadini del mondo, e noi che siamo un popolo di migranti dovremmo ricordarlo sempre.

https://www.youtube.com/watch?v=bBtiwbVXRjs