Lavorare nel sociale e andare “oltre” l’etichetta di “badante”

Di: - Pubblicato: 18 aprile 2016

Come vivono il loro rapporto Nelly Anazco, “assistente”, e Giada Mulazzani “assistita”

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Intervista a Nelly Anazco

 

Sono arrivata in Italia grazie a mia sorella, che abitava a Melzo, esattamente nel 2001. Ero combattuta nella scelta della destinazione: Italia o Spagna? Mia sorella, in quel periodo, voleva tornare in Ecuador, presi quindi il suo posto di lavoro come badante a da allora mi sono stabilita qui in Italia. Da 6 anni seguo Giada, una bella ragazza vittima di un incidente stradale, che le ha fatto perdere diverse autonomie ed è in carrozzina da circa 10 anni.

 

Come è stato il tuo primo giorno di lavoro con Giada?

Il primo giorno ho cercato di conoscerla e di capire un po’ le sue esigenze principali, questo non è stato difficile, anche perché mi è bastato ascoltarla e memorizzare un po’ tutto.

 

Ma la lingua non è stata un ostacolo?

Io sapevo già parlare l’italiano, anche se devo ammettere che qualche volta mi scappava qualche termine in spagnolo, ma Giada non me lo ha mai fatto pesare; anzi ne era incuriosita; a volte mi ha chiesto di insegnarle qualche termine o frase nella mia lingua!

 

Quale emozioni hai provato nell’approccio con questo lavoro?

Essendo di carattere molto sensibile, mi sono affezionata da subito a Giada. Dovete sapere che io ho solo due figli maschi, quindi per me è diventata come la figlia femmina che ho sempre voluto.
Come si svolge la tua giornata di lavoro?

Dunque, come arrivo in camera sua, inizio a mettere un po’ di ordine e poi mi dedico al suo aspetto estetico; viso capelli mani lenti a contatto e dettagli vari, poi mi occupo di sistemare la biancheria e in seguito la porto in giro, in base alle sue richieste.

 

Ti dice lei cosa fare?

Tranne qualche esigenza in particolare, ormai seguendola da sei anni so già cosa fare e come organizzarmi.

 

Andate sempre d’accordo?

Devo dire che lei è bravissima con me, poi è normale che passando tante ore insieme a volte si hanno dei punti di vista diversi su alcune cose. Ma quello che mi fa star male è vederla a volte triste; lei, sapendolo, cerca di mascherare, anche se ormai la conosco troppo bene… prima o dopo la lacrimuccia scappa e inevitabilmente le faccio buttar fuori quello che l’affligge.

 

Cosa è cambiato in sei anni in Giada?

Di sicuro oggi è molto più matura, e sempre più spesso mi chiede consigli, le voglio tanto bene è proprio come una figlia per me, e lo stesso sentimento lo trasmette anche Giada nei miei confronti, infatti spesso e volentieri quando siamo in giro, ci scambiano per madre e figlia.

 

Nelly dicci un pregio e un difetto della Giada.

Uno dei suoi pregi è l’essere molto buona, un altro è la sua trasparenza, caratteristica considerata a volte un difetto. Ma altri veri difetti in lei non riesco proprio a trovarli!

 

 

 

Intervista a Giada Mulazzani

 

Giada, per te come è stato il primo giorno con Nelly al tuo fianco?

La prima cosa che ho notato è che spesso mischiava l’italiano allo spagnolo, cosa che l’ha resa da subito simpatica, tutto sommato vedendo anche l’attenzione e la cura nel modo di fare, mi ha dato subito una buona impressione.

 

Raccontaci di come ti ribalta la camera.

E’ vero, la prima cosa che fa quando arriva da me è mettermi apposto prima l’armadio poi la camera, una delle prime cose che ho imparato da lei è proprio il senso dell’ordine, che prima non avevo.

 

Chi organizza la giornata tu o Nelly?

Quando lei ha iniziato a lavorare con me, io mi ero appena trasferita qui a Inzago, quindi diciamo che abbiamo imparato insieme a gestire al meglio i miei bisogni e le mie esigenze giornaliere.

 

Cosa preferisci fare di solito?

Uscire! Non importa se si va a bere un caffè, o a fare shopping, al supermercato o al centro commerciale, l’importante è uscire, per staccare un po’ dalla solita routine.

 

Giada, pregi e difetti di Nelly.

Di pregi ne ha tanti; è serena, è molto attenta e premurosa nelle cose che fa, quindi fa tutto nel migliore dei modi e riesce a farmi stare a mio agio, si vede subito che mi vuole bene davvero! L’unica pecca che posso trovare… è che a volte deve lasciarmi per dedicare un po’ di tempo anche a suo marito Antonio… ma non credo sinceramente ne abbia!

 

 

Simone Colaizzi