Le storie di Emergency: Centri sanitari di Arbat e Ashti

Di: - Pubblicato: 12 giugno 2017

Per rispondere all’emergenza sanitaria in nord Iraq, dove decine di migliaia di persone hanno cercato rifugio dai combattimenti in corso in Siria e in Iraq, a partire dal 2014 abbiamo aperto quattro Centri sanitari nell’area di Arbat e Ashti.

 

I bisogni sono enormi, come testimoniano i numeri del nostro intervento: lo staff delle nostre quattro cliniche nella zona visita 1.600 persone a settimana. I Centri sanitari offrono assistenza sanitaria di base alle persone che vivono nei quattro campi – uno per i rifugiati arrivati dalla Siria, gli altri tre per i profughi iracheni. Tantissimi sono bambini, molti nati proprio nel corso dell’ultimo anno. Nei quattro Centri, inoltre, vengono offerte attività di assistenza ginecologica e ostetrica per le donne e di immunizzazione e controllo della crescita e dello stato nutritivo per i bambini al di sotto dei cinque anni, in collaborazione con il Directorate of Health di Sulaimaniya.

Accanto alle attività mediche, il nostro staff ha attivato un programma di Health promotion – medicina preventiva ed educazione igienico-sanitaria – rivolta agli abitanti dei campi e un programma di on-the-job training continuo per lo staff nazionale.

Un nuovo Centro sanitario all’interno dell’ampliamento del campo di Ashti è stato inaugurato a giugno 2016. Oltre ai profughi iracheni, sono molte anche le persone della comunità locale che sono seguite. A fine 2015 era iniziata la realizzazione di un ampliamento del campo e noi di Emergency, per non sospendere nemmeno un giorno il supporto sanitario, avevamo allestito due tende equipaggiate con un’area dedicata alla valutazione dei pazienti, uno spazio per i dottori, un bagno, aria condizionata e un’area esterna all’ombra per le persone in attesa. Le due tende sono servite da clinica per 3 mesi circa, in attesa del completamento della nuova struttura.

Tra luglio 2014 e febbraio 2015 il nostro personale ha offerto cure gratuite anche nell’area di Khanaqin. Le attività del nuovo Centro sanitario nell’area di Kalar hanno iniziato le attività a luglio 2015.

Centro sanitario di Khanaqin:

A partire da luglio 2014 i nostri medici hanno offerto assistenza sanitaria di base gratuita ad Aliawa, nell’area di Khanaqin, dove migliaia di persone in fuga dai combattimenti in Iraq hanno cercato rifugio in scuole, moschee, case in costruzione e campi di accoglienza. In seguito al passaggio di consegne effettuato a febbraio 2015, il Centro sanitario di Aliawa è ora gestito dalle autorità sanitarie locali.

Durante il periodo di attività i nostri medici hanno visitato circa 50 persone ogni giorno, riscontrando principalmente patologie legate alle condizioni di vita di queste persone: infezioni gastrointestinali, infezioni cutanee, patologie alle vie respiratorie.

Il nostro staff prosegue il lavoro nei quattro Centri sanitari nell’area di Arbat, per garantire assistenza ai profughi e ai rifugiati che vivono in quella zona, e ha iniziato a operare anche nei due nuovi Centri sanitari a Tazade e Qoratu, nell’area di Kalar.

 

 

Centro sanitario di Kalar:

Il nostro staff è al lavoro anche nell’area di Kalar, per offrire cure gratuite ai profughi iracheni in fuga dai combattimenti e dall’avanzata del gruppo Daesh.

A inizio maggio 2015, contestualmente all’apertura del campo per gli sfollati iracheni a Qoratu, il nostro Centro sanitario ha iniziato le attività. “Per il momento ci sono 50 famiglie, ma già nei prossimi giorni ne arriveranno altre 200, dalla zona di Kulajo. Molti dei pazienti che vengono al nostro Centro sanitario qui nel campo ci riconoscono: sono gli stessi che abbiamo curato sulla Clinica Mobile nella zona di Salah-Aga. Grazie alla nostra azione coordinata siamo in grado di dare continuità alle cure che ricevono: anche questo è un pezzo in più verso la riconquista di quei diritti che la guerra ha loro tolto” ci aggiorna Marina, coordinatrice del progetto.

Il nostro staff ha lavorato nell’area anche con un ambulatorio mobile, per offrire cure ai profughi iracheni che vivono nella zona.

La clinica mobile è stata donata dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità alle autorità sanitarie locali ed è gestita dallo staff di Emergency.

Centro sanitario di Tazade:

La struttura del Centro sanitario per i profughi iracheni a Tazade è conclusa e funzionante a partire da luglio 2015. Ci scrive Raul, architetto. “È stata una scommessa: riuscire a costruire luoghi umani anche usando i prefabbricati standard. E i complimenti che abbiamo già ricevuto per la cura degli edifici ci indicano che siamo sulla buona strada. Sanità di qualità in luoghi di qualità, è questa l’idea in cui crediamo.

Il nostro staff, in aggiunta all’area di Kalar, lavora anche nei tre Centri sanitari nell’aarea di Arbat.

Altri progetti:

Nella primavera 2003 Emergency ha portato all’ospedale Al Kindi di Bagdad (il principale centro chirurgico della città) oltre 30 tonnellate di farmaci, materassi, coperte e 45.000 litri di gasolio per rimettere in funzione i generatori di corrente e consentire la ripresa delle attività delle sale operatorie.

Nello stesso periodo, Emergency ha donato alcune tonnellate di farmaci all’ospedale di Karbala, la città sciita situata 90 chilometri a sud di Bagdad, favorendo il trasferimento dei pazienti più gravi al Centro chirurgico di Sulaimaniya.

A partire da maggio 2004, in cinque diverse spedizioni, Emergency ha fornito farmaci e altri beni di prima necessità (acqua, cibo, coperte, materassi…) all’ospedale e alla popolazione di Falluja, vittima di un assedio che l’aveva completamente isolata.

 

 

Mirko Silva

Gruppo Volontari Milano