Lettera Aperta Al Presidente Della Repubblica Italiana

Di: - Pubblicato: 6 Mag 2019

Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, giurista, accademico e avvocato.

Signor Presidente,

ho pensato a lungo prima di scriverle questa lettera e, mi creda, non la scrivo né a cuor leggero né con l’intenzione o peggio ancora la pretesa di insegnare nulla a nessuno. La scrivo perché, come Cittadino, credo di avere il diritto di esprimere il mio stato d’animo e il mio sdegno di fronte a tutto quello che sta succedendo in questo Paese. Mi sembra ormai evidente che i confini della Democrazia siano stati superati dalle azioni di questo Governo e, in particolare, dal Vice-Presidente del Consiglio nonché Ministro degli Interni Matteo Salvini. Sono perfettamente consapevole che i poteri e le facoltà che la Costituzione Italiana attribuisce al Presidente della Repubblica, agli Art.87 e 88, delimitano il perimetro dentro il quale Lei può esercitare il Suo mandato, così come sono certo che Lei non intenda muoversi fuori da questi confini per rispetto della Costituzione stessa… ma penso anche che oggi questo Paese abbia urgenza  di sentire la voce ferma e forte di chi, come Capo dello Stato e garante della Costituzione, abbia altre possibilità per superare la barriera dei Comunicati ufficiali, scarni e asettici e di liberare questa voce. È già successo in un passato nemmeno troppo lontano della vita parlamentare dell’Italia Repubblicana. Ricordo molto bene la protesta carica di significato etico e politico del Presidente Sandro Pertini all’indomani del terremoto che sconvolse l’Irpinia: il valore di quel richiamo all’intera classe politica e al Governo di allora ebbe il merito di aprire una breccia nel muro di diffidenza fra i cittadini e le Istituzioni. http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Terremoto-Irpinia-1980-il-discorso-di-Sandro-Pertini-agli-italiani-Aiutate-i-vivi-e40d4dac-3b6e-405c-9ff3-996ebe20c6ca.html

In tempi più recenti ricordo il monito del Presidente Oscar Luigi Scalfaro. Quel “  … a questo gioco al massacro io non ci sto. Io sento il dovere di non starci e di dare l’allarme. No, Io non ci sto…”, gridato quasi con rabbia e con orgoglio nel pieno della tempesta di “Tangentopoli” e delle accuse che venivano mosse anche contro di lui dall’ex direttore amministrativo del servizio segreto civile (Sisde). Voci che rappresentano ancora oggi un atto di coraggio e di ribellione verso quel Potere che si considera legittimato a tutto. http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c38ed79a-984d-46f1-b9fc-cd9d712c1c7e.html

Altri tempi, ma credo che un parallelo fra quei tempi e il presente sia inevitabile. Non sono un costituzionalista, quindi non ho titolo per valutare quanto i codici e i cavilli, insiti nelle leggi e nei decreti che questo Governo ha prodotto, siano passibili dell’accusa di anticostituzionalità dal punto di vista puramente legislativo. È un compito che spetta a chi è preposto a questo, ma sono un uomo libero e come tale sono convinto che, quanto meno, queste leggi e questi decreti violentano in modo chiaro ed evidente i principi etici e morali della nostra Costituzione, a cominciare dall’ Articolo 3:

Tutti i cittadini hanno pari dignita`sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Tutto l’operato politico del Ministro degli Interni Matteo Salvini ignora e umilia questo e altri passi della nostra Costituzione, a cominciare dalla politica sui migranti che tutto è tranne politica: è disprezzo razziale, Signor Presidente. Un disprezzo etnico e razzista che non può non riportare alle leggi razziali del 1938, e il famigerato “Decreto Sicurezza” è solo un anticipo delle intenzioni di un Ministro degli Interni che non ha mai nascosto il suo pensiero. Ma la politica sui migranti è solo una parte del potere concesso a Matteo Salvini: potremmo parlare dell’attacco mirato, vile e vergognoso, che il Ministro stesso ha portato a Domenico Lucano e al “modello Riace” oppure alla chiusura dei porti, per cui non esiste un decreto firmato dal Ministro, ma viene attuato comunque senza che nessuna autorità e nessuna Istituzione si ribelli, ad eccezione di alcuni Sindaci coraggiosi e fedeli alla Costituzione. Potremmo parlare del disprezzo con cui Matteo Salvini guarda a una parte della Magistratura e della volgarità con cui a essa si rivolge. L’ultimo violento attacco ai Giudici di Bologna delegittima, di fatto, l’indipendenza della Magistratura nel suo insieme: “Se qualche giudice vuole fare politica e cambiare le leggi per aiutare gli immigrati, lasci il Tribunale e si candidi con la sinistra”… https://www.huffingtonpost.it/entry/il-tribunale-di-bologna-ordina-di-dare-la-residenza-a-due-richiedenti-asilo-salvini-sentenza-vergognosa_it_5ccc0d80e4b0548b73583f21.  È solo un esempio, l’ultimo in ordine di tempo, del rispetto che Matteo Salvini ha per le Istituzioni dello Stato: lui, Ministro degli Interni e Vice-Presidente del Consiglio che sulla Costituzione ha giurato fedeltà. Non crede, Signor Presidente, che questa considerazione della Magistratura coinvolga anche la Sua persona? Perché, Costituzione alla mano, lei è a capo del CSM e quindi il messaggio di Salvini è rivolto anche a Lei, come fa a ignorarlo e a non intervenire in prima persona? 

Ricordiamo tutti gli insulti e le offese del Ministro degli Interni a Ilaria Cucchi, nessuna scusa e nessuna vergogna, ma tutt’intorno a Salvini c’è il silenzio del Governo e delle Istituzioni, oppure il voto che lo salva con l’immunità parlamentare per il caso della nave “Diciotti”. Matteo Salvini, meno di un anno fa, ha ricevuto a Milano il leader ungherese Viktor Mihály Orbán, Primo Ministro dell’Ungheria. Ha affermato di averlo fatto non come Ministro degli Interni, ma come segretario del suo partito: la Lega. Eppure l’ha ricevuto nel Palazzo della Prefettura di Milano e non nella sede del suo Partito, come si spiega? A tutto questo si aggiunge il mai nascosto feeling con i movimenti e i partiti fascisti del nostro Paese.  Fascisti, perché la parola neofascista è un termine vuoto e privo di senso, non significa nulla: il fascismo è qualcosa di cui l’Italia dovrebbe vergognarsi per sempre ma da cui non ha mai voluto prendere le distanze, e anche questo è fatto in sfregio alla Costituzione e alle Leggi che vietano la ricostituzione del fascismo. Forza Nuova e Casa Pound sono un Partito Fascista, punto e a capo. Eppure possono partecipare alle elezioni, sono presenti a livello istituzionale nei municipi delle città.

Vede, Signor Presidente, lo so che Lei non può risolvere tutti i problemi di questo Paese malato, fascista e razzista. Lo so molto bene, vorrei soltanto che Lei riuscisse per una volta ad uscire dai canoni moderati e politicamente corretti con uno scatto di indignazione, perché tutti gli Uomini Liberi, anche il Presidente della Repubblica, hanno il diritto e il dovere di indignarsi e di dire “ … a questo gioco al massacro io non ci sto. Io sento il dovere di non starci e di dare l’allarme. No, Io non ci sto…”.   Perché Le chiedo questo e perché ho l’arroganza di scriverle questa lettera? Perché sono un Uomo Libero, sono un ragazzo degli anni settanta e dai miei vecchi ho imparato il rispetto delle Istituzioni nonostante le Istituzioni. Perché credo in uno Stato Libero, Laico e Democratico. Perché credo in quella Costituzione nata dalla Resistenza Antifascista, quella stessa Resistenza che il Ministro Matteo Salvini denigra e irride in ogni occasione, quella Resistenza che permette anche ai razzisti come lui di sedere al Governo, quella Resistenza cui questo Paese deve tanto e forse tutto ma che viene dimenticata ogni giorno.

Nel 1921 Antonio Gramsci scrisse che “Il fascismo si è presentato come l’anti-partito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odi, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano.” Coraggio Signor Presidente: s’indigni, alzi la voce, metta Matteo Salvini e le sue armate di fronte a tutto questo, perché vede questo Paese ne ha bisogno e… domani potrebbe essere tardi.

Cordialmente,

Maurizio Anelli