Mediterraneo: Un Cimitero Di Oltre 1.500 Morti

Di: - Pubblicato: 12 Ago 2018

Di Lucio Salciarini

Secondo alcuni recenti dati dell’Unhcr, nei primi sette mesi del 2018, sono stati oltre 1500 i migranti morti nel tentativo di attraversare  il Mediterraneo. Numeri drammatici che fanno di questo piccolo tratto di mare “la rotta bagnata più’ letale del mondo”.

 

Malgrado la riduzione degli sbarchi sulle coste europee resta preoccupante il numero dei morti annegati. Un cimitero marittimo, dove si fa finta di non vedere, dove chi dovrebbe intervenire tace, blocca le barche delle ONG e respinge violando i trattati  sull’accoglienza e sul soccorso marittimo. Secondo l’inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo Vincent Cochetel “I paesi che si trovano lungo le rotte di transito devono affrettarsi nel trovare soluzioni che possano fermare e smantellare le reti dei trafficanti di uomini”.

La politica della chiusura dei porti non può che peggiorare quindi la situazione perché i trafficanti, fanno sapere dall’agenzia delle Nazioni Unite, “starebbero organizzando traversate sempre più pericolose su imbarcazioni sempre meno adatte alla navigazione”. Sono parole che pesano, soprattutto per la politica, che non vuole agire nel merito ma preferisce la linea del sangue.

Un ulteriore e significativo dato dell’Unhcr sottolinea che ad accogliere la maggior parte dei nuovi arrivi è la Spagna, con oltre 23.500 immigrati  sbarcati negli ultimi mesi. La politica italiana però sembra essere miope rispetto ai numeri e continua a dettare la linea del terrorismo psicologico, imponendo la paura nei confronti di una fantomatica invasione, di cui – come ci dicono i dati – non vi è traccia alcuna.

l’Unhcr ha lanciato un appello affinché venissero rafforzate le capacità di ricerca e soccorso nel mare Mediterraneo dopo che diverse restrizioni di tipo legale erano state imposte alle navi delle Ong impegnate nei soccorsi.  “Capacità di ricerca e un meccanismo sicuro per lo sbarco sono la base da cui richiedere con forza un approccio politico comune e solidale  dell’Europa nel salvare vite umane”.