Migranti, A Un Anno Dall’Accordo Ue-Turchia Le Ong Denunciano I Costi Umani

Di: - Pubblicato: 20 marzo 2017

Nel primo anniversario dell’accordo tra Unione europea e Turchia i rapporti delle organizzazioni. Msf: impatto diretto sulla salute dei migranti. Oxfam: Grecia, laboratorio per le fallimentari politiche di chiusura. Amnesty: vergognosa macchia sulla coscienza. Unicef: più rischi per i bambini.

 

Medici Senza Frontiere pubblica un rapporto internazionale che mostra i costi umani del fallimento delle politiche europee in Grecia e nei Balcani, con un appello ai leader dell’Ue e degli Stati membri perché “cambino radicalmente il loro approccio alla migrazione e pongano fine con urgenza alle inutili sofferenze di migliaia di persone colpite dall’accordo”. Un appello che verrà rilanciato dalla società civile sabato 25 marzo, quando i leader europei saranno riuniti nella capitale per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma, attraverso un’azione di protesta, “Not My Europe”, sulle acque del Tevere.  Il rapporto di Msfs vuole az“sfatare, sulla base della realtà dal campo, tre grandi ‘fatti alternativi’ (o false verità) che l’Ue attribuisce all’accordo, ovvero che offre ai migranti un’alternativa per non rischiare la vita, che le condizioni delle isole greche sono abbastanza accettabili per sostenere l’attesa della procedura di asilo, che l’accordo rispetta i principi fondamentali dei diritti umani”. In realtà le condizioni e le conseguenze dell’accordo che ricompensa la Turchia perché “blocchi l’afflusso” di migranti e rifugiati e accetti le persone respinte dalle coste greche, sono ben diverse, come le équipe di Msf testimoniano ogni giorno in Grecia e sulla rotta balcanica. –  denuncia la Ong – Dopo un anno dalla sua entrata in vigore, uomini, donne e bambini sono bloccati in zone non sicure al di fuori dell’Europa da cui non possono scappare, costretti a rotte sempre più pericolose per raggiungere il continente o intrappolati in hotpsot sovraffollati sulle isole greche, dove vivono in condizioni inadeguate.   “L’accordo sta avendo un impatto diretto sulla salute dei nostri pienti, molti di loro sono sempre più vulnerabili”, afferma Jayne Grimes, psicologa di Msf a Samo. A Lesbo “la percentuale di pazienti con sintomi di ansia e depressione è più che raddoppiata e la percentuale di disturbi da stress post traumatico è triplicata”.

“L’accordo Ue-Turchia ha trasformato la Grecia in un ‘laboratorio’ per le fallimentari politiche di chiusura dell’Unione Europea nei confronti di decine di migliaia di migranti”: denunciano Oxfam, International Rescue Committee e Norwegian Refugee Council nel rapporto, lanciato oggi,  “La realtà dell’accordo Ue-Turchia”. l rapporto valuta l’impatto dell’accordo nelle isole greche di Chio, Lesbo e Samos – le tre isole nelle quali è arrivata la maggior parte dei richiedenti asilo – attraverso le interviste e le testimonianze di migranti, di legali e altri operatori. “Si contano oltre 29 mila arrivi registrati dall’Unhcr dal 20 marzo 2016, in gran parte di persone provenienti da paesi come Siria, Iraq e Afghanistan (circa l’86%). – sottolineano le organizzazioni – Politiche che calpestano i diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo costringendoli a sopravvivere in condizioni disumane, spesso in strutture sovraffollate nelle isole greche”. Le persone più vulnerabili come donne e bambini (rispettivamente il 21% e il 28% degli arrivi dal marzo scorso), “oltre al trauma di essersi dovuti lasciare un’intera vita alle spalle per scappare da guerre e persecuzioni, negli ultimi 12 mesi hanno dovuto vivere in condizioni “disumane”. Moltissimi hanno passato l’inverno sotto le tende, esposti al freddo e alle malattie, senza assistenza medica o sostegno psicologico.  Le procedure di richiesta d’asilo sono inoltre poco chiare, rese impossibili da infiniti ostacoli, di fatto la negazione del diritto a ricevere protezione”.. Si tratta dunque di “un modello catastrofico da non replicare”.  

Amnesty International parla di “una vergognosa macchia sulla coscienza collettiva dell’Europa”, che ha causato la sofferenza di migliaia di migranti e rifugiati nel rapporto dal titolo “A blueprint for despair. Human rights impact of the EU Turkey deal”. L’accordo, finalizzato al rinvio dei richiedenti asilo in Turchia e fondato sulla premessa che la Turchia sia un paese sicuro per loro, per l’organizzazione “non ha raggiunto gli obiettivi che si era dato ma ha lasciato migliaia di persone in condizioni squallide e insalubri sulle isole della Grecia”.  “Ricordiamo un giorno nero nella storia della protezione dei rifugiati: un giorno in cui i leader europei hanno cercato di svincolarsi dai loro obblighi internazionali, incuranti del costo che ciò avrebbe comportato in termini di miseria umana – dichiara John Dalhuisen, direttore per l’Europa di Amnesty International -. Un anno fa le isole greche sono state trasformate in campi di sosta e le coste europee da luogo di rifugio sono diventate luogo di pericolo. A un anno di distanza, migliaia di persone restano bloccate in un limbo rischioso, disperato e apparentemente senza fine”.

Per Unicef i bambini rifugiati e migranti affrontano maggiori rischi di espulsione, detenzione, sfruttamento e privazione. “Pur essendoci stata un’importante diminuzione nel numero totale di bambini in transito in Europa dallo scorso marzo, le minacce e le sofferenze che i bambini rifugiati e migranti devono sopportare sono aumentate”, sottoliena Afshan Khan, Direttore Regionale e Coordinatore Speciale dell’Unicef per la Crisi di Rifugiati e Migranti in Europa. “È diventato un circolo vizioso – dice – i bambini scappano dalle sofferenze e finiscono per scappare di nuovo o per affrontare quella che e’ di fatto una detenzione, o soltanto un totale abbandono”.

© Copyright Redattore Sociale

http://www.agenzia.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/530402/Migranti-a-un-anno-dall-accordo-Ue-Turchia-le-ong-denunciano-i-costi-umani