“Non Una Di Meno”: verso l’assemblea nazionale del 22/23 aprile

Di: - Pubblicato: 17 aprile 2017

A cura di Daniela Gianoli

 

Quest’anno l’8 marzo per volontà delle donne è tornato ad essere un giorno di lotta.

Il percorso è iniziato con la chiamata globale delle donne argentine “CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE” lo scorso ottobre 2016 al grido di: “Ni una menos” in seguito allo stupro e alla morte di una ragazzina di 16 anni da parte di un gruppo di uomini, riprendendosi le strade per manifestare la loro rabbia contro un sistema patriarcale e le continue violenze sulle donne.

Il grido di disperazione si è diffuso in tutto il mondo dando una spinta al movimento globale che si sta manifestando con la volontà di risvegliare la coscienza.

A Roma il 26 novembre 2017 sì è svolta un’oceanica manifestazione “contro OGNI discriminazione e ogni forma di violenza sulle donne. Il giorno a seguire sempre a Roma presso l’Università Sapienza, le stesse si sono riunite per arrivare alla stesura del piano femminista dal basso contro la violenza con presa di posizione pubblica. In merito sono stati attivati 8 tavoli tematici di discussione la cui sintesi è stata riportata nei singoli territori per approfondire i nodi politici emersi dai tavoli stessi:

In questi sono emerse le tracce, le prime linee per un lavoro importante finalizzato a costruire insieme il processo programmatico, non slegato dalla mobilitazione, come strumento autorevole di riconfigurazione nel merito e nel metodo, nella definizione delle politiche istituzionali sulla violenza, come strumento di lotta complessivo sui temi dell’autodeterminazione, della salute, della libertà di scelta, del lavoro, del welfare, dell’educazione, delle pari opportunità, dell’immaginario/narrazione a partire dalle condizioni di vita e di lavoro delle donne.

In quella sede è stato accolto con determinazione l’appello lanciato dalle donne argentine, alla costruzione di uno “SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE” per l’ 8 MARZO, appello che in quel momento aveva già raccolto l’adesione di oltre 22 Paesi, dandosi appuntamento per il 4/5 febbraio 2017 a Bologna per definire gli step e la costruzione dello stesso con il fine di coinvolgere le donne e proseguire il lavoro di definizione del Piano Femminista Anti-violenza (nel frattempo hanno sottoposto all’attenzione di tutte le forze politiche, sindacali e realtà associative l’appello per l’adesione allo sciopero e ai cortei). In quella sede ogni Tavolo ha individuato un tema prioritario.

 Scioperiamo perché:

  • La risposta alla violenza è l’autonomia delle donne.
  • Senza effettività dei diritti non c’è giustizia né libertà per le donne.
  • Sui nostri corpi, sulla nostra salute e sul nostro piacere decidiamo noi.
  • Se le nostre vite non valgono, scioperiamo.
  • Vogliamo essere libere di muoverci e di restare. Contro ogni frontiera: permesso, asilo, diritti, cittadinanza e ius soli.
  • Vogliamo distruggere la cultura della violenza attraverso la formazione.
  • Vogliamo fare spazio ai femminismi
  • Rifiutiamo i linguaggi sessisti e misogini

(www.nonunadimenowordpress.com)

L’8 marzo sono molte le donne che hanno incrociato le braccia interrompendo ogni attività produttiva e riproduttiva e per affermare con forza:

“SE LE NOSTRE VITE NON VALGONO, ALLORA NON PRODUCIAMO!”

Una giornata senza donne dove sono state sperimentate forme di blocco della produzione e riproduzione sociale che ha visto la partecipazione di un cospicuo numero di ragazze dei collettivi universitari e giovanissime insieme ad una componente di lavoratrici e di lavoratori e femministe storiche.

Le donne hanno messo in campo una storica sfida!

Il percorso avviato prosegue e ci rivedremo a Roma per l’assemblea plenaria nazionale e continuare con il lavoro dei tavoli il 22/23 aprile.