Nuovo governo, cosa ci aspetta sul piano sociale?

Di: - Pubblicato: 1 Set 2019

Di Filippo Nardozza.

Uno sguardo alle linee programmatiche riguardanti i più fragili – disabilità, welfare, immigrazione  – nella bozza di programma del probabile nuovo esecutivo M5S-PD.

Mentre il leader dell’ormai minoritaria Lega attacca dichiaratamente il PD (“dica se vuole riaprire i porti e far ricominciare il business dell’immigrazione clandestina, lo dica agli italiani”, ha affermato ieri Salvini), il Premier incaricato di formare il nuovo Governo, Conte, parla di “un buon clima di lavoro” tra le due forze politiche impegnate alla costruzione di un nuovo esecutivo.

Se la partita sembra ancora aperta sui nomi dei ministri (il nodo è soprattutto sul vice premier), sulle linee programmatiche l’accordo sembra arrivato e – come riferisce l’agenzia Redattore Sociale – tiene insieme alcune della battaglie dei due partiti, a partire dall’idea di un’economia circolare, del salario minimo, dell’equa retribuzione e dei diritti dei lavori cosiddetti digitali, come i riders.

Sul fronte sociale, sempre secondo una ricostruzione dell’Agenzia, nella bozza di programma sembrano esserci punti come il sostegno alle famiglie e ai disabili, le politiche per l’emergenza abitativa, una maggiorazione delle risorse per scuola, università e welfare. E poi un impegno in chiave europea per riformare il Regolamento Dublino, una nuova legge in materia di immigrazione e un “new deal” in tema di tutela ambientale

La partita sul tema immigrazione è proprio la più spinosa, ossia quella su cui il precedente esecutivo (M5S-Lega) ha prodotto il ben noto Decreto Sicurezza di cui Sonda.life ha più volte parlato, e che ora la nuova coalizione (M5S-Pd) intende rivedere proprio a partire dalle osservazioni fatte dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Inoltre, si parla di una nuova legge che tenga insieme il contrasto all’immigrazione irregolare con l’integrazione.

Tra gli altri temi messi nero su bianco nel patto del nascituro governo c’è la lotta alla mafia e allevasione fiscale. Si parla anche di una legge sull’acqua pubblica e di un piano per contrastare il dissesto idrogeologico. Viene anche sottolineata la necessità di una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni e di maggiori investimenti sulla scuola, l’università e il welfare.

Pressioni per un Governo “solidale” e di pace

Intanto, dal mondo dell’associazionismo e dal privato sociale emergono richieste forti per un nuovo esecutivo che si manifesti attento ai più fragili. Così, il Coordinamento nazionale della Conferenza per la salute mentale chiede ad esempio al premier incaricato che il programma di governo “affronti con determinazione le sofferenze determinate dalla crisi economica e da una comunicazione politica volta alla ricerca del capro espiatorio nelle fasce più deboli dell’umanità”. Mentre la Comunità Papa Giovanni XXIII, tramite il presidente Ramonda, diffonde una lettera aperta al premier incaricato affinché venga presa in considerazione la costituzione di un Ministero per la Pace: “solo costruendo giorno dopo giorno la Pace si genera un tessuto sociale positivo, in grado di superare le forze disgreganti e le crisi, di reagire alle spinte violente e di affermare il valore sommo della dignità umana”.