Officine Libertà: Parole, Disegni E Una Chitarra

Di: - Pubblicato: 27 marzo 2017

A cura di Maurizio Anelli

 

C’è un ragazzo gentile che abita a Parma e di mestiere fa il narratore e il disegnatore, ma forse sarebbe più giusto dire che il suo vero mestiere è di vivere il suo tempo senza dimenticare il passato ma anzi raccontarlo. E lui lo racconta con passione e intelligenza, ironia e tanta dolcezza. Lo racconta con la sua voce e i suoi disegni, mentre una chitarra amica lo accompagna nella penombra con discrezione. Parole, disegni e musica che si mescolano e scavano nella storia che è stata. Prendono forma piano piano, e arrivano dritti al cuore di chi è seduto e ascolta in silenzio con attenzione e pazienza, quasi rapito da un racconto che sembra una favola ma in realtà altro non è che una pagina straordinaria nella storia di questo Paese.

Il ragazzo gentile che arriva da Parma per raccontare ai milanesi un pezzo della loro storia si chiama Gianluca Foglia, “Fogliazza”. Viene dalla fabbrica e da qualche tempo ha scelto un’altra strada: narratore teatrale, fumettista, blogger, e un’attenzione particolare per la memoria e per la Resistenza Antifascista.  Emanuele Cappa è il musicista che accompagna con la sua chitarra tutta la storia narrata da Fogliazza, creando quella magia dove le note e le parole camminano insieme, senza sovrapporsi. Quella magia si chiama “OFFICINE LIBERTA’ – l’Onda della Madonnina” … quella volta che il mare venne a Milano.

Il punto d’incontro di tutto questo sono le Officine ATM di via Teodosio a Milano, dove nel Marzo del 1944 i tranvieri milanesi furono protagonisti di un grande sciopero che portò anche a conseguenze drammatiche per i lavoratori antifascisti protagonisti di quella lotta: centinaia di arresti e trentacinque tranvieri deportati nei campi di concentramento. Loro lo conoscevano quel rischio, ma decisero di affrontarlo comunque. Le parole di Gianluca Foglia spiegano con grande semplicità le ragioni e il significato di quello sciopero “…la storia di alcuni uomini e donne, lavoratori e cittadini, che nasce in un’officina dei tram milanese, i quali scoprirono nel pieno della tempesta di avere l’orgoglio e la forza per riprendersi la libertà, un pezzo alla volta, lottando, fino alla Liberazione e alla più bella Costituzione del mondo.” . Di quello sciopero, così come di tutti i grandi scioperi della primavera del 1944, ne ha parlato il mondo intero a partire da Radio Londra “… Grande sciopero dei tranvieri milanesi, la parola d’ordine è: via i tedeschi! Abbasso la repubblica di Salò. I lavoratori dei tram hanno dimostrato una perfetta identità di sentimenti con la popolazione milanese. Da Radio Londra inviamo un caloroso e fraterno saluto ai tranvieri per la dimostrazione di fede delle forze democratiche contro il nazi-fascismo.”. E poi il New York Times, che il 9 Marzo scrisse “…in fatto di dimostrazione di massa non è mai avvenuto nulla di simile nell’Europa occupata che possa assomigliare alla rivolta degli operai italiani. Lo sciopero è il punto culminante di una campagna di sabotaggi, di scioperi locali e di guerriglia che sono meno conosciuti dei movimenti di resistenza degli altri paesi perché l’Italia del Nord è rimasta più di altri tagliata fuori dal mondo. Ma è una prova impressionante che gli italiani disarmati come sono e sottoposti a doppia schiavitù, sanno combattere con coraggio e audacia quando hanno una causa per cui combattere …” http://lombardia.anpi.it/lombardia.php?p=4284&more=1&c=1&tb=1&pb=1

Fogliazza ne parla ancora, e lo fa con i ragazzi delle scuole. Da alcuni anni l’appuntamento in via Teodosio è qualcosa di cui si sente il bisogno, che si aspetta. Le scuole di Milano si prenotano in largo anticipo. Gli amici e Compagni dell’ANPI ATM lavorano duro per settimane per arrivare puntuali e preparati a quel giorno, senza di loro lo spettacolo non andrebbe in scena e senza il loro impegno e il loro entusiasmo i giovanissimi studenti non conoscerebbero la storia di quei giorni di tanti anni fa, una storia fondamentale per la liberazione di Milano. La memoria si può trasmettere in tanti modi e farlo con ragazzi giovanissimi non è mai facile, per questo catturare il loro ascolto in un silenzio quasi irreale e percepire la loro attenzione e la loro emozione diventa qualcosa di unico. Un giorno questi ragazzi saranno adulti, consapevoli di un pezzo di storia della loro città che ha saputo ribellarsi per un ideale e per la libertà di tutti. Il Novecento è un libro aperto e ogni pagina è un insegnamento per il futuro, chiede solo di essere letto e capito. Gianluca Foglia l’ha capito e lo porta in giro questo libro, sfogliandone le pagine e provando a raccontarle con disegni, parole e una chitarra amica. La libertà si costruisce e si difende ogni giorno, un pezzo alla volta, e in un’officina lo sanno benissimo. Sarà così anche quest’anno, la sera di Venerdì 7 aprile ore 21.30 sarà offerta alla città l’opera teatrale “Il deserto e la neve” di Carlo La Manna, per parlare di migranti e di quell’incontro tra culture differenti che non deve spaventare. Sabato 8 aprile ore 10.30, per il quarto anno consecutivo, Gianluca Foglia racconterà agli studenti lo sciopero dei tranvieri, in un quartiere operaio della Milano occupata dai nazisti e guardata a vista dai cani da guardia fascisti. E la metafora del mare che venne a Milano è, come dice Fogliazza “…non solo la storia di uno sciopero, ma anche del ponte generazionale tra nonno e nipote, la chiave per esprimere con efficace semplicità la portata di quei giorni: hai mai fermato un’onda? Non si può. Il mare a Milano è la favola per trasmettere ai ragazzi, attraverso narrazione orale, disegno dal vivo e musica che la Storia non è solo bella, ma che è stata scritta, nel coraggio e nella paura, dal popolo.”.

Parole, disegni, e una chitarra che suona con dolcezza. Anche così s’insegnano l’amore per la libertà e il coraggio di lottare per conquistarla e non perderla mai più.