OGM Parte1

Di: - Pubblicato: 28 novembre 2016

L’agricoltura che in India uccide gli agricoltori

Come è stato ormai tristemente raccontato da molteplici organi di informazione, in India molti agricoltori falliscono a causa dell’introduzione dei prodotti dell’industria agricola della Monsanto, dovendo acquistare obbligatoriamente tutto dalla multinazionale, dalle sementi ai fertilizzanti chimici ai diserbanti. I casi di suicidi non si contano più e molti agricoltori continuano a farla finita proprio ingerendo i prodotti che l’azienda vende loro come il glifosato, ormai famoso per i danni che provoca all’ecosistema, alla fauna, alla flora e infine all’uomo.

Ma com’è possibile che un prodotto agricolo che dovrebbe dare la vita possa servire ad uccidersi? Con lo sterco di mucca, che è un ottimo concime, non ci si riuscirebbe. L’agricoltura e l’allevamento degli animali, se non vengono alterati geneticamente e sfruttati intensivamente, danno solo buoni frutti senza sosta e in equilibrio con l’ambiente e con l’uomo.

Cosa stiamo aspettando per fermare questo disastro ambientale, cosa aspettiamo per dire basta a questi crimini verso il pianeta e l’umanità? Cosa pensa di fare il governo indiano?

O piuttosto: cosa aspetta a fare qualcosa? Ecco l’esempio del Burkina Faso da cui il governo indiano potrebbe trarre spunto per un intervento decisivo, radicale e risolutivo nel migliore dei modi per tutti.

I Coltivatori di Cotone del Burkina Faso Hanno Cacciato Monsanto.

La buona notizia è dello scorso mese, il Burkina Faso, uno degli stati più poveri al mondo ha detto basta al cotone transgenico della contesta azienda, facendo retromarcia dopo 7 anni dalla sua introduzione nel paese.

Nel 2009 il Burkina Faso introduce il cotone ogm della Monsanto. Su ordine delle grandi società di cotone tutti i coltivatori di cotone del paese si mettono a piantare le sementi transgeniche dette BT prodotte nei laboratori del marchio statunitense.

L’azienda promette più profitto, meno lavoro nei campi grazie anche alla concia dei semi di cotone ogm con neonicotinoidi che permettono di ridurre la nebulizzazione dei campi di cotone con insetticidi e antiparassitari da 6 a 2 volte l’anno.

Nel 2016 il Burkina Faso e Sofitex, la grande società nazionale che esporta il cotone hanno detto basta.

Chiamata in causa è la cattiva qualità del cotone ogm della Monsanto, il BT la cui fibra è troppo corta. Il cotone a fibra corta viene venduto a prezzo molto più basso sul mercato mondiale.

La Sofitex ha chiesto un risarcimento danni di 73 milioni di euro all’azienda USA per le perdite subite.

La Multinazionale, che voleva fare del Burkina Faso un esempio delle coltivazioni di cotone ogm in Africa, ha ormai lasciato il paese.

Lunedì prossimo un approfondimento sempre su OGM. Questa volta passeremo dalla produzione di soia transgenica in Argentina fino al suo consumo da parte degli animali da allevamento per l’alimentazione umana in Danimarca. Scopriremo le conseguenze sia della coltivazione sia ciò che comporta l’uso come mangime per il bestiame europeo e le conseguenze tanto sugli umani che sugli animali.

 

(fonti: FranceTV2 info 25 ottobre2016-La Repubblica.it MondoSolidale 08.04.11)

 

Daniel Battaglia