OGM Parte2

Di: - Pubblicato: 5 dicembre 2016

Non Potremo Dire che non c’era chi ci ha fatto vedere

Quello che non ci piacerebbe immaginare né tantomeno vedere ma che il fotografo Pablo Ernesto Piovano, autore del documentario fotografico “El costo humano de los Agrotoxicos”, e il reporter Paul Moreira, con “Bientôt dans votre assiette” (De gré ou de force) , ci sbattono in faccia nostro malgrado.

 Nel 1996 il governo argentino firma con la multinazionale Monsanto l’ingresso di soia transgenica e dell’erbicida roundup a base di glifosato, approvando la coltivazione e commercializzazione di soia ogm e l’uso del glifosato senza condurre alcuna indagine interna, ma basando la sua decisione solo sulle ricerche pubblicate dall’azienda statunitense.

Venti anni dopo più del 60% del territorio argentino coltivabile è seminato a ogm e irrorato con 370 milioni di litri di prodotti agrochimici all’anno, dei quali 200 milioni di litri sono di glifosato e 170 milioni di litri sono diserbanti ancora più tossici per la salute umana come il 4d, l’endusolfano, l’atrazina, la cipermetrina e tutto questo su 21 milioni di ettari di terreno.

Sia Piovano che Moreira riportano che dal 2000 in poi, più di 300 medici operanti nelle zone rurali dove sono in uso gli ogm, iniziarono a evidenziare nei pazienti di queste zone casi di infermità da broncospasmo, malformazioni e tumori costituendo così una rete di medici delle zone in cui sono utilizzati ogm e diserbanti, fondando la “Médicos de pueblos fumigados” e stendendo un protocollo di denuncia dei villaggi contaminati.

Secondo “Médicos de pueblos fumigados” sembrerebbe che i casi di cancro nei bambini siano triplicati in dieci anni, mentre i casi di aborti spontanei siano aumentati del 400% e le malformazioni riscontrate nei neonati si siano quadruplicate. Incalcolabili i casi di malattie della pelle e i problemi respiratori.

La pediatra Maria Del Carmen Seveso, in un’intervista del reporter Paul Moreira dichiara: “ ciò che sta accadendo in Argentina è gravissimo, si tratta di un genocidio perché molte persone muoiono prematuramente di malattie sempre più aggressive e molto dolorose”.

Si è mossa anche la ricerca scientifica indipendente, con studenti e professori delle università di Rosario con il Dr. Damian Verzenazzi e di Cordoba con il Dr. Menardo Avila arrivando a constatare che nelle zone rurali contaminate i casi oncologici sono tre volte più alti della media nazionale destando preoccupazione in quanto questi sono i luoghi in cui la terra e l’acqua sono maggiormente avvelenati dai diserbanti.

Questa rete di medici è in connessione con altri medici nel mondo; probabilmente il Dr. Carrasco è stato uno dei pionieri su questo argomento. Ha potuto dimostrare che dopo il 4° mese di gestazione con esperimenti sugli anfibi si manifestavano molti tipi di malformazioni. L’eredità di Carrasco è stata ripresa da molti medici argentini e stranieri come in Brasile e in Germania dove altri medici continuano gli studi.

Malgrado queste evidenze che dovrebbero far preoccupare, da parte del Ministero della salute argentino non risulterebbe alcuna misura sanitaria né politica. L’unica conquista politica è stata quella delle madri di Ituzaingó, che hanno perduto i loro figli o che si sono ammalati. Hanno fatto un rilevamento con una mappatura delle malattie, casa per casa in base alla casistica comune e alla loro incidenza nella vicinanza ai campi contaminati ottenendo, dopo anni di lotta, che si irrori a 1500 metri dagli insediamenti umani. È una conquista, a livello nazionale, molto forte ma non sufficiente.

Non Potremo Dire che Non ci Possiamo Fare Nulla

Le indagini di alcuni allevatori danesi

 In Danimarca dal 1996 e fino a cinque anni fa circa il 100% degli animali d’allevamento per l’alimentazione umana era nutrito principalmente con soia geneticamente modificata quasi esclusivamente proveniente dalle coltivazioni OGM dell’Argentina. Sembra che alcuni allevatori di suini, stanchi delle perdite dovute sia alle malformazioni alla nascita che a frequenti diarree, hanno provato ad invertire la rotta somministrando mangime non ogm con un risultato pressoché immediato, nel giro di 2 o 3 settimane i casi di diarrea sono scomparsi completamente.

Da un lato i mangimi argentini costano poco ma dall’altro l’allevatore deve spendere in antibiotici per curare le diarree oltre ad affrontare comunque perdite per morti premature dell’ordine del 30% con evidente dispendio di tempo e cure con un innalzamento notevole dei costi.

Sono ormai cinque anni che molti allevatori danesi hanno abbandonato la soia ogm e da allora in questi allevamenti non ci sono più stati casi di diarrea.

 In seguito al diffondersi di questi casi in molte aziende di allevamento intensivo di animali per l’alimentazione umana, il governo danese ha avviato un’indagine interna ordinando uno studio sull’impatto sanitario dei residui di pesticidi nella soia geneticamente modificata.

Voi che state leggendo

 NON POTETE PIÙ FARE FINTA DI NIENTE e DIRE CHE NON POTEVATE FARCI NULLA

Cosa possiamo fare? Moltissimo, ecco un elenco di azioni quotidiane che possiamo mettere in pratica subito; anche una sola di queste azioni è un passo grandissimo per voi stessi e il pianeta:

 

  • Fare la spesa più responsabilmente di quello che abbiamo fatto fino ad oggi, cercando il più possibile di conoscere ingredienti, provenienza e metodo con cui sono stati prodotti gli alimenti che intendiamo acquistare, ne va della nostra stessa salute, di quella dei nostri famigliari e non ultimo dell’ambiente.
  • Acquistare il più possibile prodotti biologici a km zero o comunque nazionali.
  • Boicottare i marchi che immettono sul mercato prodotti che non rispettano l’ambiente e la vita umana diventando un consumatore critico e responsabile con un sforzo minimo.
  • Firmare le petizioni CONTRO il TTIP, CETA e TISA che non sono altro che dei cavalli di Troia per la libera introduzione e imposizione in Europa di prodotti geneticamente modificati, pesticidi e diserbanti killer. Di seguito un elenco di siti dove trovare petizioni che lottano per salvare tutti noi e l’ambiente in cui viviamo:

il TTIP è attualmente congelato grazie alla raccolta di più di 3 milioni di firme

 

http://stop-ttip-milano.net

www.greenpeace.it

www.pollinis.org                http://info.pollinis.org/abeille-noire/

www.riparteilfuturo.it

www.wemove.eu                act,wemove.eu/campaigns/no-al-glifosato

www.wwf.it

www.amnesty.it

 

Fonti:

documentario fotografico “El costo humano de los Agrotoxicos” –  2014 di Pablo Ernesto Piovano; reportage “Bientôt dans votre assiette” De gré ou de force di Paul Moreira

LIFEGATE intervista di Tommaso Perrone a Pablo Ernesto Piovano

Dazeba News intervista di Roberto Simeone a Pablo Ernesto Piovano

 

Daniel Battaglia