Record Di Italiani Emigranti, Le Cifre Parlano Di 300 Mila Solo Nel 2016

Di: - Pubblicato: 30 ottobre 2017

Di Marco Feliciani

Chi emigra cerca un futuro più sereno e la possibilità di una maggiore crescita personale e lavorativa.

 

Secondo gli ultimi dati del Dossier Idos-Confronti, gli Italiani che nel 2016 hanno deciso di cercare fortuna all’estero sono stati circa 300mila. Non tutti gli espatriati si registrano all’aire o si cancellano dalle anagrafi dei paesi di origine, quindi il numero dei flussi migratori è in realtà ben più elevato rispetto ai dati forniti dell’Istat, come è dimostrato dagli archivi statistici dei paesi di destinazione. I numeri dell’ emigrazione sono in crescita e tornano dopo decenni a raggiungere i livelli del dopoguerra.

Tra chi lascia il nostro paese emerge un numero molto elevato di giovani che, spaventati della precarietà lavorativa e salariale italiana, hanno deciso di confrontarsi con un mercato europeo più solido che offre loro maggiori opportunità di impiego e quindi di vita.

Secondo i ricercatori l’Italia negli ultimi anni, a partire dall’inizio della crisi economica, è tornata ad essere un paese di emigrazioni. Il primo aumento di migranti italiani dopo quasi 40 anni di netta diminuzione o quanto meno di numeri non variabili, si è visto a partire  dal 2011 in piena crisi economica, crisi che ha colpito e continua a colpire pesantemente il mercato del lavoro nazionale, a causa anche di politiche lavorative meno incisive rispetto ad altri paesi del continente.  Le destinazioni più ricercate dagli italiani, secondo il dossier, sono Germania e Inghilterra e, novità degli ultimi anni, la maggior parte delle persone che lascia il nostro paese ha un elevato titolo di studio. Infatti, citando sempre i dati del dossier, nel 2016 sono espatriati circa 34mila laureati e 39mila sono stati i diplomati che hanno tentato maggiore fortuna all’estero.

Le informazioni illustrate nel dossier Idos devono servire come spunto di riflessione per pensare a nuova una politica occupazionale che, seppur in un contesto in cui la mobilità globale rimane la normalità, permetta ai giovani italiani di non essere costretti a intraprendere la scelta di migrare come unica via possibile per un futuro lavorativo migliore e stabile.