Salute Mentale: Peggiora La Situazione Tra I Detenuti

Di: - Pubblicato: 6 agosto 2018

Di Lucio Salciarini.

Sono diverse le tipologie che caratterizzano il malato di salute mentale, più o meno gravi, tutte hanno bisogno di cure immediate.

Secondo un recente rapporto dell’Associazione Antigone la malattia mentale o il disagio psichico sono le patologie più diffuse tra i detenuti nelle carceri italiane. I ricercatori dell’associazione hanno evidenziato come “l’assenza di una riforma che contrasti il sistema di disagio sociale dovuto spesso alla mancanza di diritti, che vivono quotidianamente i detenuti nelle nostre carceri, aumenti considerevolmente i casi di malattia psichiatrica o disagio mentale”. La riforma dell’ordinamento penitenziario che l’attuale governo ha bloccato, secondo gli esperti di Antigone, “avrebbe consentito di migliorare la situazione del malato, trattando la malattia mentale al pari di quella fisica. Mancando la riforma, il problema è andato a peggiorare, infatti, negli ultimi periodi, persone detenute che vivono una situazione di disagio mentale sono in forte aumento”. Un problema enorme che stenta a risolversi senza un intervento massiccio delle istituzioni. Gli esperti hanno inoltre segnalato  alcuni dati allarmanti in merito all’assistenza psicologica dei detenuti con problemi di disagio psichico, sembrerebbe infatti, che sebbene questa sia la malattia più diffusa tra i detenuti, il supporto medico e psicologico sia notevolmente basso. Secondo i dati del rapporto  Antigone infatti, su 100 detenuti,  il numero medio di ore di presenza dei medici è pari a 84, 2, mentre il dato sulla presenza degli psichiatri nei penitenziari scende rovinosamente a circa 9 ore per 100 detenuti, una differenza questa che trascina inevitabilmente il malato in un peggioramento della propria diagnosi.

“Il sistema penitenziario” dichiarano i ricercatori “è governato da una legge del 1975, epoca in cui tutto era molto diverso da oggi, per questo è necessaria una trasformazione della vita penitenziaria al fine di rendere il carcere un periodo di transito utile per il detenuto”.

Un altro tema che Antigone approfondisce nel rapporto è la situazione  delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS), strutture nate successivamente alla chiusura degli ospedali psichiatrici.  Ad oggi sul territorio italiano si contano 30 residenze attive, con 625 persone ospitate. La struttura più grande è quella di Castiglione delle Stiviere, in Lombardia: questa ospita 155 persone, nonostante la capienza massima sia di 20 pazienti (come regolato dalla legge 81/2014). Sono anche altre le criticità del sistema carcere denunciate dai ricercatori di Antigone, come per esempio il tema delle cartelle cliniche. Ad oggi, secondo l’associazione, oltre il 75 per cento delle carceri la cartella clinica è scritta a mano e non digitalizzata. Ciò non permette il passaggio dei dati dopo la fine della carcerazione, in caso di trasferimento in altro carcere o di rientro in un paese estero, con la conseguente perdita di opportunità di cura e occasioni di prevenzione importanti.

C’è ancora molto da fare quindi per migliorare la vita dei detenuti e un appello alle istituzioni nel cercare soluzioni utili per salvaguardare la salute dei carcerati è quanto più doveroso se non obbligatorio. Anche chi ha sbagliato ha diritto ad una vita normale, a curarsi e a cercare un nuovo percorso di reintegrazione nel tessuto sociale. Il diritto alla cura non può essere negato.