Sogni, Migranti E Un Finale Da Cambiare

Di: - Pubblicato: 14 agosto 2017

A cura di Maurizio Anelli

 

… poi ci sono quei giorni in cui provi a mettere insieme alcuni pezzi del puzzle di un’estate che è ancora lunga. Provi a capire cosa si sta preparando, chi è seduto in cabina di regia, chi sono gli attori. Provi a immaginare la trama del film che uscirà sugli schermi a breve e capisci che il tempo corre veloce, forse troppo veloce per provare a cambiare il finale. Eppure quel finale va cambiato. Andiamo con ordine. Solamente pochi mesi, era più o meno la metà di Aprile, la Procura di Catania lancia accuse pesanti nei  confronti delle ONG che operano nel Mediterraneo. Non fa nomi, le sue accuse sono generiche e non è chiaro se si fondano su dati precisi, frutto d’indagini meticolose, oppure se si tratta d’intuizioni e opinioni personali. Ma le accuse sono lanciate, restano e sono pesanti. Si arriva addirittura a ipotizzare un legame fra alcune ONG e il mondo del Narcotraffico. http://www.corriere.it/cronache/17_aprile_27/migranti-procuratore-catania-ong-forse-finanziate-trafficanti-87d5ae3c-2b26-11e7-9442-4fba01914cee.shtml

Le accuse non possono evidentemente essere sottovalutate – ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti – ma vanno evitate generalizzazioni e conclusioni affrettate” si legge nello stesso articolo pubblicato dal Corriere della Sera. Nel Frattempo la discussione nel Paese sale di livello e le ONG entrano in un mare diverso da quello in cui operano abitualmente: questa volta è il mare dei sospetti, dei dubbi e delle illazioni, alimentate ad arte da quella parte del Paese che si riconosce nelle politiche dei respingimenti  e del “prima gli italiani”. È una parte forte del nostro Paese, si nutre d’ignoranza e malafede, di razzismo e di nazionalismo. Si arriva poi a un codice di condotta per le ONG che operano nel Mare Mediterraneo, è un codice ricco di contraddizioni e di limiti che fa acqua da tutte le parti e organizzazioni umanitarie storiche come Medici senza Frontiere si rifiutano di accettare. Ma il codice di condotta passa.

Andiamo avanti: sempre nel mese di Aprile il decreto Minniti-Orlando è approvato alla Camera, con voto di fiducia. Appare da subito come una riforma che limita gravemente la tutela giurisdizionale per i richiedenti asilo. È un passo indietro, pesante, per la civiltà del nostro Paese sia dal punto di vista umano che dal punto di vista giuridico. Ma c’è dell’altro, mica ci possiamo fermare qui: il Governo decide di non procedere con l’approvazione del decreto sulla cittadinanza, lo Ius Soli. Non ci sono le condizioni, afferma la Presidenza del Consiglio. Le condizioni invece le trova, a modo suo,  la Sindaca di Codigoro, provincia di Ferrara.  Alice Zanardi, Partito Democratico, annuncia che saranno alzate le tasse nei confronti di chi ospiterà migranti. È un’idiozia talmente grande, tanto dal punto di vista umano quanto dal punto di vista Costituzionale e giuridico, che solo qualche giorno dopo averne annunciato l’intenzione la Sindaca afferma candidamente: “era solo un provocazione”. Ma questo è un Paese in cui si concedono,  ad un Sindaco, anche uscite di questo genere.

In questa commedia all’italiana Matteo Salvini non può accettare che non si parli di lui per più di due giorni e quindi, risentito e ferito nell’orgoglio dalle critiche di Roberto Saviano dichiara apertamente: “ Per Saviano sono razzista, ignorante, sgrammaticato. Se andiamo al governo, dopo aver bloccato l’invasione, gli leviamo l’inutile scorta”. http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2017/08/08/scontro-salvini-saviano-governiamo-gli-togliamo-scorta_wM6akAmSHMCulvHkZaIHlO.html. Già, anche la scorta di un ragazzo nel mirino della Camorra è una problema.

Intanto, a Milano, la Procura decide di archiviare senza indugio i saluti fascisti dei militanti di estrema destra del 29 Aprile al cimitero Maggiore, per onorare i camerati della Repubblica sociale di Salò. http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_agosto_04/saluto-fascista-campo-x-pm-chiede-l-archiviazione-10-militanti-8feb34fc-790f-11e7-9267-909ddec0f3dc.shtml

Ecco, queste sono solo alcune scene del film che qualcuno sta preparando con attenzione. La trama non è difficile da intuire, è solo inaccettabile. È una trama che vuole riportare indietro questo Paese più di quanto già non sia di suo e che tende ad allinearsi con il peggio che già si vede in altri Paesi europei. Sono tante le similitudini con quanto già scritto dall’Europa all’inizio del Novecento: la crescita, tollerata quando non incoraggiata, dei movimenti xenofobi e razzisti. Il pensiero fascista mai davvero morto in Europa e che oggi si sente ancora forte e, soprattutto, impunito. È uno scenario che s’incastra alla perfezione con la crisi economica e sociale che l’Europa tutta sta attraversando. Ma restiamo in Italia e osserviamolo bene il quadro che si vuole dipingere: è un quadro che vuole identificare un solo problema, una sola causa. Di fronte alla crisi economica, sociale, industriale, di fronte alla corruzione e alla politica degli affari, di fronte alle mafie e ai rigurgiti fascisti, di fronte allo scempio del territorio e all’incapacità di una classe dirigente in gran parte corrotta si tenta di deviare l’attenzione: da mesi si parla solo di migranti e di ONG. Sono loro il problema ? Sono loro il cappio che soffoca questo Paese ? Sono davvero loro il peso che impedisce all’Italia di essere un Paese libero e democratico e capace di prendere nelle sue mani le redini del proprio destino ? No, non sono loro. Ma a questo gioco perverso e vigliacco contribuiscono in tanti: la classe politica e dirigente che, nel suo insieme, si dimostra incapace e connivente con quel sottobosco che da sempre comanda il gioco. A questo gioco contribuisce un’informazione in gran parte assente, schierata e mai davvero indipendente e imparziale. Ma in questo gioco siamo coinvolti e invischiati, in misura diversa, anche noi cittadini. Noi, incapaci di quello scatto di dignità morale che dovrebbe farci urlare di rabbia e indignazione a ogni risveglio del mattino. Noi, incapaci di leggere la nostra storia fatta di grandi sconfitte e di grandi migrazioni: c’è stato un tempo in cui eravamo noi ad attraversare il mare in cerca di fortuna è quel tempo oggi viene dimenticato. Noi, incapaci di proteggere e difendere le conquiste sociali e umane frutto delle lotte e del sacrificio di generazioni  e che oggi vengono cancellate una alla volta, come ad un tavolo da gioco in cui siedono bari e maghi del bluff.

Ecco, il tempo corre veloce, forse troppo veloce per provare a cambiare il finale. Eppure quel finale va cambiato perché non è mai finito nulla prima della fine, perché c’è sempre un giorno dopo che merita di essere vissuto e per viverlo degnamente servono coraggio, dignità e passione civile. Non esiste nessuna sconfitta scritta senza la complicità e il silenzio delle donne e degli uomini. Qualche tempo fa qualcuno mi ha detto che a una certa età bisogna smettere di essere degli adolescenti sognatori. Qualche giorno dopo un’altra persona mi ha scritto che essere definito un adolescente sognatore è un bel complimento. Ecco, io scelgo questa persona, riuscire ancora a voler sognare non è una sconfitta. La sconfitta è quando si decide di non sognare più, per scelta o per stanchezza. Quel giorno non mi avrà mai, c’è sempre un motivo per credere che i sogni vanno inseguiti e protetti. È lo stesso motivo che spinge qualcuno a salire su un barcone, affrontare il mare e sognare che da qualche parte esista una vita migliore nonostante qualche Procuratore della Repubblica, nonostante il Ministro Minniti e nonostante i troppi  Matteo Salvini di questo Paese malato. Gabriel García Márquez disse che “Non è vero che le persone smettono di inseguire i sogni perché invecchiano, diventano vecchi perché smettono d’inseguire sogni.”