Sport: Linguaggio Universale E Strumento Educativo

Di: - Pubblicato: 22 agosto 2016

La pratica sportiva si svela come mezzo di comunicazione che supera le barriere linguistiche, culturali e sociali.

Foto x art Laura Magni

Il linguaggio del corpo accomuna e consente il dialogo tra i partecipanti che pur provenendo da diverse realtà si incontrano, condividendo disciplina e modalità espressive. La comunicazione attraverso i corpi e la comprensione delle regole dà vita ad un “dialogo astratto” tra realtà culturali differenti. I mezzi di comunicazione di massa permettono alle persone di riunirsi attorno al discorso sportivo e identificarsi con i suoi protagonisti che diventano simboli sociali. Allo stesso modo la competizione agonistica viene investita di significati simbolici che hanno a che fare con appartenenze e nazionalismi.

L’incontro tra etnie, nazionalità e culture offre l’opportunità di veicolare valori o disvalori che azzerano le differenze tra comunità apparentemente lontane; così lo sport si rivela potenzialmente in grado di ritrarre luci e ombre dell’essere umano, al di là delle specificità culturali.

Tra i valori fondamentali dell’Olimpismo, uguaglianza, solidarietà e fair play; il rovescio della medaglia a cui talvolta si assiste è fatto di prevaricazioni.

Lo sport in se stesso non necessariamente promuove la socialità e le relazioni; può essere considerato uno strumento a disposizione, che aspira a finalità educative solo se si desidera raggiungerle. Un’educazione indiretta, ma comunque significativa, per i supporter ed i tifosi che osservano il realizzarsi dell’etica sportiva. Per chi lo pratica in prima persona la possibilità risiede nel rendere concreti concetti morali astratti, sia nell’esperienza dell’incontro con gli altri che con se stessi.

Tra le caratteristiche educative dello sport possono avere un potente impatto sociale:

  • l’abbattimento dell’isolamento e l’apertura verso l’altro
  • la valorizzazione dei ruoli individuali all’interno di un sistema gruppale
  • il miglioramento della competenza emotiva e dell’autocontrollo

 

Secondo Isidori, filosofo dello sport, è necessario individuare “valori puri e disvalori” e metodi concreti allo scopo di raggiungere un’effettiva interiorizzazione delle virtù morali di cui lo sport può farsi portatore a livello universale e consentire il realizzarsi della potenzialità educativa e socialmente benefica dell’attività sportiva.

 

Il fenomeno dell’associazionismo sportivo da parte dei migranti in terra ospitante ne testimonia la funzione sociale intrinseca, svolta  dall’aggregazione all’interno di uno spazio di comunicazione attraverso un linguaggio comune, dal riconoscimento istituzionale dell’associazione e dall’allontanamento dalle cattive pratiche.

 

Laura Magni, Psicologa