Vacanze E Animali, Come Andrà Quest’Anno?

Di: - Pubblicato: 9 luglio 2018

Di Filippo Nardozza

 

Dalla campagna estiva 2018 dell’ENPA contro l’abbandono, agli ultimi dati disponibili su accoglienza e adozioni di cani e gatti, fino alle sistemazioni alternative alle tradizionali pensioni per animali. Facciamo il punto.

Estate, momento particolarmente delicato sul fronte degli abbandoni di animali domestici. Sebbene il fenomeno non vada identificato nella sua interezza con questo periodo dell’anno, la stagione migliore per le vacanze porta con sé un picco di rischio e di aumento degli abbandoni.

Periodo dunque ideale per sensibilizzare sul tema. “Abbandonarlo è un reato. Testimoniarecita il claim della campagna estiva 2018 ideata (pro bono) dall’agenzia Ruby & Truby”, che è scesa in piazza sabato 30 giugno e domenica 1 luglio a supportare l’Ente Nazionale per la Protezione Animali (insieme al brand di alimenti Petreet) nella Giornata Nazionale Antiabbandono.

Testimoniare, si, perché di fronte ai reati come questo (l’abbandono di animali è disciplinato dall’articolo 727 del codice penale) e non solo, spesso si fa orecchie da mercante “Dal maltrattamento alla detenzione incompatibile, fino alluccisione, troppo spesso chi è testimone di reati contro gli animali si volta dallaltra parte. E invece – spiega Marco Bravi, presidente del Consiglio Nazionale Enpa e responsabile Comunicazione e Sviluppo Iniziative – in questi casi è fondamentale che i testimoni denuncino il fatto, anche contattando il nostro ufficio legale. Elo strumento più efficace di cui disponiamo”.

Per fortuna, sul fronte abbandoni ENPA segnala in realtà alcune tendenze incoraggianti (benché si tratti di statistiche da prendere con cautela, poiché non esistono banche dati nazionali o regionali di riferimento). Tra il 2015 e il 2016 (ultimi dati completi disponibili) è diminuito del 7% il numero di animali accolti da ENPA, grazie a una forte contrazione nel numero di cani e gatti ospitati: ciò fa pensare a una diminuzione complessiva degli abbandoni. E’ aumentato invece il numero di animali che hanno trovato famiglia (19.783 in totale, +10% rispetto al 2015), con una crescita soprattutto delle adozioni dei cani.

In controtendenza, invece, il dato relativo alle altre specie animali accolte da ENPA, rimasto inchiodato nel 2015 e 2016 a quota 8.500, prefigurando quindi un incremento dei “nuovi” abbandoni (criceti, rettili, conigli) rispetto a quelli tradizionali di cani e gatti.

Ancora un incoraggiamento arriva dal fatto che questi numeri sono sostanzialmente in linea con quelli del 2017 (provvisori perché la raccolta è in corso), i quali al momento registrano 15.700 adozioni totali a fronte di oltre 27mila animali ospitati. Complessivamente, nel triennio 2015-2017, l’Ente Nazionale Protezione Animali ha accolto quindi 97 mila individui, facendone adottare ben 52.650.

Vacanza per i padroni, soluzioni per gli animali. Le opportunità dal digitale.

Se evitare di sbarazzarsi brutalmente di un animale domestico che non si può/vuole più tenere o portare in vacanza con sé presuppone una scontata coscienza umana e civile, è vero che per trovare soluzioni (soprattutto in città) quando ci si allontana è necessario essere un minimo disposti ad investire anche in denaro, oltre che in ingegno e in ricerca. Per fortuna, l’ormai quotidiana sharing economy sdoganata dal digitale viene in soccorso anche qui, offrendo soluzioni non troppo costose che vanno oltre i tradizionali alberghi o pensioni per cani e gatti, i quali spesso, per ovvie ragioni di gestione, riservano un trattamento “freddo” e “sacrificato” (anche in gabbie) ai piccoli amici a quattro zampe.

Da qualche anno esiste ad esempio un servizio che si configura come una sorta di Airbnb per pet: è DogBuddy, piattaforma che mette in comunicazione appassionati di animali con persone che hanno bisogno di chi se ne prenda cura per un periodo limitato di tempo. Un servizio di ospitalità qualificato, spesso in famiglia e comunque sempre in casa (in un ambiente quindi caldo e accogliente) a prezzi convenienti, e soprattutto con l’ottica di creare una relazione tra padroni e dog sitter.

La piattaforma nasce 5 anni fa – come molte trovate di successo – da un’esigenza concreta: quella dei due imprenditori Richard Setterwall (attuale CEO) e Enrico Sargiacomo (COO) che, a causa dei frequenti viaggi di lavoro, cercavano e faticavano a trovare un dog sitter per i rispettivi cani. Oggi ci sono 20 mila premurosi dog sitter approvati da DogBuddy in tutta Europa, che in totale hanno hanno offerto ed effettuato oltre 200 mila notti di ospitalità per animali. Il costo, stabilito sempre da chi offre il servizio è variabile in base alla città, è relativamente contenuto e si aggira in media tra 15 e 25 euro per 24 ore di ospitalità (la piattaforma trattiene una piccola commissione sulla prenotazione).

La selezione da parte di Dogbuddy.com (nato con il nome di Bibulu) sembra essere molto accurata: tutti i Dog Host devono fornire alla direzione un curriculum che dimostri una determinata competenza ed esperienza (l’amore per gli animali non è nemmeno in discussione) nell’ambito della cura di cani e gatti. Tanto che solo il 10-20% di tutti gli aspiranti caregiver per animali che si registrano sulla piattaforma viene effettivamente poi approvato, dichiara DogBuddy stesso. “I dog sitter che lavorano con DogBuddy sono, in maggioranza, persone esperte che offrono servizi di cura nel loro tempo libero. Ci sono, però, anche professionisti che si dedicano al dog sitting full time” spiegano dalla Piattaforma. Il proprietario dell’animale può dormire sonni tranquilli: il sistema consente di ricevere foto e aggiornamenti sullo stato di salute del proprio cane o gatto durante il soggiorno nella casa del suo dog buddy. 250 mila amanti degli animali in 8 paesi (con l’Italia tra i mercati maggiori) fanno parte oggi di questa comunità virtuale: numeri elevati sia da parte della domanda sia dell’offerta, che fanno ben sperare nell’attivazione di un circolo virtuoso e in una più ampia diffusione di una cultura dell’attenzione verso gli amici a quattro zampe.