Violenza E Social Network: Le Donne Principali Vittime Dei Discorsi D’Odio

Di: - Pubblicato: 4 settembre 2017

Oltre un miliardo di tweet sessisti, con Milano e Roma in testa alla classifica delle città più intolleranti. Sono i dati dell’indagine curata dall’Osservatorio italiano sui diritti Vox. Il tema sarà al centro del convegno internazionale del Centro studi Erickson che si terrà a Rimini il 13 e 14 ottobre.

 

“Le manifestazioni di odio nei confronti delle donne si esprimono nella forma del disprezzo, della degradazione e spersonalizzazione, per lo più con connotati sessuali”. È quanto si legge nella relazione finale della Commissione su intolleranza, xenofobia, razzismo e fenomeni di odio istituita nel maggio 2016 presso la Camera dei deputati e intitolata alla memoria della parlamentare inglese Jo Cox. Sul web, in particolare, le principali vittime dei discorsi di odio sono le donne: uno dei social network più attivi nel condividere l’odio verso le donne è Twitter, con oltre 1 miliardo di tweet sessisti rilevati su un campione di 2 miliardi complessivi (dati Mappe dell’intolleranza di Vox – Osservatorio italiano sui diritti). Tra le città più intolleranti ci sono Milano e Roma con 8.134 e 8.361 tweet contro le donne. Il tema sarà al centro del Convegno internazionale organizzato dal Centro studi Erickson che si terrà al Palacongressi di Rimini il 13 e 14 ottobre.

Altro tema che verrà trattato nella 2 giorni riminese sarà quello dell’esibizionismo mediatico. “La diffusione dei social media sembra alimentare un bisogno di visibilità sociale: postare o condividere immagini e contenuti, anche personali e intimi, cercare consensi attraverso i like e via dicendo. Questi comportamenti costituiscono esempi di un esibizionismo mediatico che spinge adulti e minori ad atteggiamenti disinvolti, disinibiti, spesso incuranti degli effetti reali delle condotte on line”. Secondo i dati di un’indagine realizzata dall’Osservatorio nazionale adolescenza nel 2016 su un campione di 7 mila adolescenti italiani, il 4% ha dichiarato di aver inviato attraverso Instagram o Facebook foto e video di se stesso in atteggiamenti sessuali e il 10% (tra cui anche ragazzi non ancora adolescenti) ha scattato selfie intimi. “Questi comportamenti, in particolare quando riguardano minori, rientrano in quel più ampio fenomeno di sfruttamento e abuso sessuale ai loro danni che il legislatore, anche alla luce della normativa sovranazionale ed europea, ha definito come nuove forme di schiavitù”, dice Natalina Folla, ricercatrice e docente di diritto penale dell’Università di Trieste e relatrice al convegno di Rimini.

Grooming, sexting e revenge porn sono alcune delle “trappole” in cui si rischia di cadere on line. “Il grooming, ad esempio, si verifica quando gli adulti per mezzo delle tecnologie di comunicazione e informazione, propongono intenzionalmente ai minori, con condotte insidiose, ingannatorie e minacciose, volte a carpirne la fiducia, degli incontri con lo scopo di commettere atti sessuali o a carattere pornografico – spiega Folla – Il sexting, sempre più diffuso tra i minori e con risvolti giurisprudenziali contrastanti, consiste nell’invio di immagini connotate sessualmente tramite cellulare o Internet. La pubblicazione di foto o video intimi e pedopornografici sul web, in genere fatta dopo la fine di una relazione sentimentale o affettiva a scopo di vendetta, colpisce soprattutto le ragazze per mano dei loro ex partner”. Tutte queste azioni, aggiunge la ricercatrice, “ledono gravemente la dignità delle persone coinvolte e, quanto ai minori, ne compromettono lo sviluppo fisico, psicologico, spirituale, morale e sociale. Per tutelarli il legislatore ha previsto strumenti penali repressivi all’interno del codice penale, potenziati anche da riforme recenti, che rafforzano le strategie di protezione di natura preventiva ed educativa”.

Gli appuntamenti del Convegno internazionale di Rimini iniziano il 13 ottobre alle 9. Da segnalare la plenaria “Prima di tutto riconoscerla: la violenza di genere comincia dalle parole che usiamo”, con relatrice Monica Lanfranco. Sempre il 13 ottobre dalle 14 alle 16 Monica Lanfranco e Nadia Somma saranno relatrici di “La violenza contro le donne nei media. Strumenti per una comunicazione non sessista”. Il 14 ottobre dalle 9 alle 11 Elisabetta Kolar e Natalina Folla saranno le relatrici di “Grooming, cyberstalking e revenge porn. Se i social media diventano una minaccia”. (lp)

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