Vivere Intensamente

Di: - Pubblicato: 21 novembre 2016

Quando vivi intensamente, capisci presto che la cosa più facile, più normale, è il fallimento. Però solo dai fallimenti ricavi una lezione. La nostra generazione è segnata dai fallimenti. Eppure si potrebbe dire che procede di sconfitta in sconfitta fino alla vittoria finale. I miei sogni sono irrinunciabili, sono ostinati, testardi e resistenti.(Luis Sepulveda).

C’è un filo sottile, forte e bellissimo, che lega l’irrazionalità alle emozioni, ai sentimenti e a tutto quello che significa vivere intensamente.  Considero valore, direbbe un grande scrittore come Erri de Luca, vivere intensamente. Amare la vita in tutti i suoi aspetti, credere e cadere in tutte le sue “trappole” e anzi cercarle dietro ogni angolo della propria strada e del proprio cammino, è il sapore stesso della vita. Cercare il sorriso nelle persone che incontri, cercare tutto quello che ti fa sentire più ricco, più vivo. Assaporarne la bellezza. Credo che la storia di ogni generazione sia costruita sull’intensità con cui si vive e si è vissuti, sul difficile se non impossibile equilibrio fra emozioni e razionalità. Quasi sempre corrono su strade che non si incontrano mai. Quando capita, può essere solo un incontro breve, bellissimo ma breve. La razionalità porta a ragionare e a pianificare il futuro. A volte la magia riesce, il più delle volte si arrende davanti a quello che in molti chiamano destino, ineluttabile e già scritto. Io credo a una cosa diversa, credo che il presente debba essere vissuto e assaporato, in tutte le sue forme e anche nelle sue contraddizioni. Penso che assaporare il presente sia fondamentale per costruire il futuro, penso che vivere le emozioni sia una fonte straordinaria di serenità e di fiducia.  La matematica è razionale, le emozioni e i sentimenti non possono essere razionali. Sognatore ? Acchiappanuvole ? Assolutamente vero, che c’è di male ?

E allora cosa impedisce di vivere intensamente una vita che in fondo ti appartiene? Le convenzioni, la paura di non essere capito? Il senso di colpa e il senso del dovere che ci è stato instillato, goccia dopo goccia un giorno dopo l’altro, da una società bigotta e così lontana dalla realtà ? La paura di essere giudicati, la paura della sconfitta ? La paura di far male ad altri? Il nostro bisogno inconscio di sentirsi protetti dentro il guscio della tranquilla quotidianità? Ma protetti da chi e da che cosa ? Dalla voglia di vivere, dalla fantasia, dal sogno, dal vivere nuove emozioni, dal mettersi in gioco e in discussione sempre? Il legame profondo che unisce la voglia di vivere intensamente alla bellezza del sogno lo può capire chi ha sempre cercato l’una e l’altra cosa, ostinatamente, testardamente. E a ogni ricerca c’è sempre una risposta, che a volte può far male e che lascia un segno, ma non è mai una sconfitta. La sconfitta ha un altro sapore, il sapore amaro di chi non cammina la strada ma si ferma. La vita cambia, e ti cambia, è movimento. La vita ti sfida, tutti i giorni. Ti interroga, ti mette a nudo e spesso ti mette davanti a un bivio. Ognuno di noi ha il suo zaino sulle spalle, contiene tutto quello che serve per camminare: è il nostro bagaglio di esperienze, di vita vissuta, di sorrisi e di amarezze, di scelte e di errori. Quello zaino va aperto e rovesciato per terra per guardarne bene tutto il contenuto, c’è tutto quello che abbiamo saputo creare e costruire, qualche volta da soli e tante volte insieme agli altri. Quel qualcosa va salvato, custodito nel cassetto più intimo della nostra storia. È nostro, e niente potrà mai cancellarlo, guardarlo e amarlo aiuta sempre a riprendere il cammino che può anche portare su altre strade.

Considero valore l’essere convinti di cambiare il mondo quando la sfrontatezza dei diciotto anni non ti fa tremare davanti a nulla. Considero valore capire, tanti anni dopo, che non ci sono riuscito, ma il mondo non ha cambiato me. No, non è una sconfitta. Ho camminato, tante volte ho corso, ho fatto qualche sbaglio e forse anche di più. Ma ho vissuto, cercato, provato, pianto, riso, cantato e ballato, conosciuto, visto, ho imparato tanto dagli altri e anche dai miei errori, ho amato e ho ricevuto amore. Ho vissuto intensamente, ne valeva sempre la pena.  Domani è già oggi, posso continuare a vivere intensamente un’altra volta ancora. E continuerò a leggere Luis Sepulveda ed Erri de Luca, perché lo considero valore.

 

Maurizio Anelli