ROMANZI, RACCONTI E STORIE: QUALCHE CONSIGLIO… PUNTATA N.4

Di: - Pubblicato: 11 Giugno 2015

Sana Krasikov, Solo un altro anno

Einaudi

 

Gli ultimi giorni di matrimonio di Grisha e Lera Arsenyev avrebbero potuto essere una storia a base di ovvi segnali premonitori. A riascoltarla, non parlava nemmeno più degli Arsenyev, bensì delle imboscate che attendono i più giulivi e sprovveduti fra noi, quelli che ancora arrancano in un mondo di illusioni.

Sana Krasikov, Solo un altro anno, p.161

 

E chi, in fondo, non arranca in un mondo di illusioni?

I personaggi di questi otto racconti sono uomini e donne, più o meno giovani, più e meno adulti, semplicemente presi in un attimo delle loro vite, mentre, appunto, si barcamenano nella loro quotidianità tra casa e lavoro, matrimoni e relazioni sociali, amicizie e legami familiari.

Otto piccoli spaccati di altrettanti mondi, realtà personali, scorrono velocemente sotto gli occhi, lasciando, a volte, il segno a volte no, così com’è nella vita di tutti i giorni per ognuno di noi. Acquerelli dai colori tenui che, a distanza di tempo, si ricordano forse vagamente, ma con affetto. Ritratti di persone, più che personaggi: perché al di là delle singole storie, rimane soprattutto la rappresentazione di un’umanità.

Uomini e donne quindi, esseri umani, alle prese con uno di quei (tanti) momenti della vita in cui ci si trova a fare i conti con se stessi, con il presente che ci circonda, con il futuro che ci aspettiamo, con il passato che abbiamo alle spalle. In questi casi, passato significa anche un altro paese, una diversa cultura, un mondo lontano.

I protagonisti di questi otto racconti sono infatti “moderni espatriati”, che, rispetto agli immigrati di tempi lontani, grazie ai mezzi di informazione e comunicazione di oggi, hanno spesso la possibilità di conoscere già, almeno in parte, il paese in cui finiscono per approdare e, allo stesso tempo, di rimanere più facilmente in contatto con quanto lasciato nel paese d’origine. Non sfuggono, tuttavia, al conflitto interiore che ogni immigrato, di qualsiasi epoca, da qualunque luogo del mondo provenga e ovunque sia diretto, è costretto a vivere e ad affrontare, proprio in quanto uomo: è il conflitto tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere.

Qui, “ciò che si è” significa Georgia soprattutto, ma anche Ucraina, Uzbekistan, Polonia e Russia. Paese unico di emigrazione è, invece, per tutti l’America, New York in particolare, città o stato. Luoghi questi che appartengono alla biografia della stessa autrice: Sana Krasikov è nata infatti in Ucraina, cresciuta in Georgia e da giovane emigrata negli Stati Uniti dove attualmente vive.

Giulia Caravaggi