BRUXELLES SI PIEGA ALLE LOBBY DEI SEMI?

Di: - Pubblicato: 30 aprile 2015
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Questa settimana, il Parlamento europeo ha approvato l’importazione e la commercializzazione di 19 nuovi prodotti OGM. Un organismo geneticamente modificato è un organismo vivente, che possiede un patrimonio genetico modificato, tramite tecniche di ingegneria genetica, che consentono l’aggiunta, l’eliminazione o la modifica di elementi genici.

Questi 19 prodotti comprendono 17 varietà tra soia, mais e colza, oltre a una varietà di cotone e di garofani. Undici di questi prodotti sono commercializzati dalla, ormai famosa, multinazionale Monsanto, un’azienda di biotecnologie agrarie che è, allo stesso tempo, anche il maggior produttore mondiale di sementi convenzionali. Questa autorizzazione è valida in Italia, come negli altri 18 Paesi Europei che sono contro le coltivazioni OGM, e lo resterà per altri 10 anni.

Anche se c’è ampio consenso, in ambito scientifico, nel ritenere che i cibi OGM non presentino rischi maggiori di quanti ne presenti il normale cibo, una parte dell’opinione pubblica ritiene che gli OGM in ambito agroalimentare possano avere potenziali rischi per l’ambiente o per la salute umana e animale.

L’Italia può fare ricorso? Per ora no, ma in futuro forse, in quanto Bruxelles propone che, ogni paese dell’Unione, possa in un secondo tempo, e sotto alcune condizioni, bandire alcune importazioni di OGM. Essendo però questa nient’altro che un’intenzione, ci vorranno anni per vederla concretizzarsi e nel frattempo la lista dei prodotti da OGM autorizzati all’importazione si allunga.

 

Daniel Battaglia

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