Giornata Della Memoria

Di: - Pubblicato: 28 gennaio 2016

C’è un vecchio film in bianco e nero che racconta una lunga notte dell’Umanità, cominciata tanti anni prima in una birreria di Monaco. All’inizio del film in pochi avevano capito che quella notte sarebbe stata lunga e fredda, in troppi fecero quell’errore. Molti pensarono che non sarebbe toccato a loro, molti cercavano una rivincita sulla storia e sugli Uomini. Qualcuno credeva davvero, in un delirio di follia, che esistesse una razza superiore che aveva il diritto di dominare sugli altri. In quella birreria di Monaco un imbianchino di nome Adolf Hitler, disse: “… Se un giorno andrò al potere, la prima cosa che farò sarà distruggere il popolo ebraico”. Alcuni anni dopo, l’imbianchino andò al potere, e mise in moto una macchina che assassinò i nove decimi del popolo ebraico in Europa. Quest’assassinio di massa si chiama, in ebraico, Shoà. Avvenne durante la Seconda Guerra mondiale, nello Scorso millennio. In quella guerra morirono circa cinquanta milioni di esseri umani.  Milione più, milione meno. Generazioni intere cancellate e che prima di essere cancellate hanno conosciuto il male come forse nessuno lo aveva mai dipinto prima. Oggi qualcuno nega che ciò sia mai esistito, altri lo giustificano e altri ancora sognano di riproporlo. All’antisemitismo del Novecento, sempre acceso sotto le ceneri anche in questo nuovo secolo si aggiungono nuovi nemici, dai migranti a chi scappa da guerre e miserie, passando per chi da sempre è bersaglio facile: rom, omosessuali, stranieri.

In questi ultimi mesi abbiamo assistito alla costruzione di muri e fili spinati, abbiamo visto migranti ammassati sui treni, bambini morire sulle spiagge o tra le onde. Abbiamo assistito ai raduni della destra europea, teste rasate e croci uncinate uscire dalle fogne per trovarsi nelle piazze e nei teatri di molte città europee, Milano compresa. Nel nostro Paese il reato di negazionismo, già presente nei codici di altri Paesi europei, è ancora fermo in Commissione Giustizia in Senato. Infine la Danimarca, la civile e progressista Danimarca il cui Parlamento approva (con 81 voti favorevoli, 27 contrari e un astenuto) la norma del “prelievo ai migranti” per oggetti che superino il valore di 1300 euro “per contribuire alle spese di mantenimento e alloggio“. A queste norme si aggiunge l’aspettativa di tre anni prima di arrivare alle riunificazioni familiari.

Questa è l’Europa, oggi. Così lontana dall’idea di chi l’ha sempre sognata come una comunità. E allora facciamolo un salto nella storia, rileggiamo quelle pagine, proviamo a sentirlo anche nostro quel brivido di freddo che ha spento la luce nel Novecento. Quella notte non può essere dimenticata, è successo e può succedere ancora. Nell’ epoca in cui si cerca di negare la storia, non si può dimenticare quello che è stato. Soprattutto non si possono dimenticare i volti di chi ha cercato di distruggere e di chi, invece,  ha cercato di costruire sulle macerie lasciate da altri. Per questo “Il giorno della memoria” non può e non deve essere un cerimoniale di rito, ma deve entrare nella nostra mente e nella nostra vita come uno schiaffo violento che non deve ripetersi.

 

Maurizio Anelli