La Lezione Delle Donne Polacche

Di: - Pubblicato: 17 Ottobre 2016

Nella scorsa settima si è verificata, in Polonia, una vicenda di notevolissimo valore, non solo per quel Paese, ma anche per tutta l’Europa e per tutti coloro che non vogliono arrendersi e credere nella possibilità di riportare vittorie anche quando si trovano, almeno all’apparenza, in minoranza. Sulla base di un progetto di legge di iniziativa popolare, fatto proprio dal Governo conservatore e dal Partito di maggioranza, tanto da farlo approvare dal Parlamento in prima lettura, si è innestato un movimento di popolo, di cui molti erano già disponibili a pronosticare l’insuccesso. Il progetto di legge proponeva, in sostanza, di ridurre la legalità dell’aborto (già fortemente vincolata) ad una sola ipotesi, cioè al grave e dimostrato pericolo di vita per la madre. Un progetto del genere, che avrebbe rappresentato un forte arretramento rispetto a tutta l’Europa, ha sollevato l’indignazione delle donne, che sono scese in piazza, in centomila, vestite di nero, dando vita ad una protesta di colossali dimensioni.

Tra le manifestanti, non solo donne della “sinistra” o di nessun partito, ma anche aderenti a “Diritto e giustizia”, il partito nazional-conservatore, di maggioranza assoluta.  Rilevante anche il fatto che vi fossero manifestanti di tutte le età, giovani e meno giovani, ma tutte pronte a battersi fino in fondo contro l’inqualificabile attacco alla libertà.  La battaglia, proprio perché bipartisan e proprio perché “senza età”, ha fatto il giro del mondo, con molte reazioni e un successo tale che il Governo ha finito per fare marcia indietro, ponendo definitivamente sul binario morto il disegno di legge di cui si è detto. Certo, si torna ad una situazione che non è tra le migliori in Europa; ma aver riportato una vittoria contro la volontà manifesta del partito di governo, che gode di una maggioranza assoluta, è un fatto di eccezionale rilievo, che ci insegna molte cose. Prima di tutto che, in democrazia, nessuna battaglia per difendere la libertà è mai da considerare come perduta in partenza; in secondo luogo, che si può “vincere” anche in condizioni difficilissime (pensiamo alla nostra Resistenza); basta crederci, avere il coraggio delle proprie opinioni, superare le barriere ideologiche, quando si tratta di questioni che attengono ai diritti fondamentali della persona. E soprattutto convincersi che “si può” vincere anche quando, sulla carta, sembra impossibile. Ciò che conta è non arrendersi mai e non subire passivamente, quando sono in gioco i diritti; e conta anche superare l’indifferenza, l’abitudine al silenzio, la rassegnazione. Del resto, in Polonia, dopo le elezioni del 2015, che avevano fatto registrare la vittoria del partito conservatore, ci fu chi lanciò sui social network l’idea di creare un “Comitato per la difesa della democrazia”. L’idea apparve balzana e invece suscitò un interesse enorme, quanto meno sul terreno della vigilanza sul rispetto delle leggi e della democrazia. Ed ora, è quel Comitato che è sceso in campo, appoggiando le grandi manifestazioni delle donne e godendo, in qualche modo, anche del loro successo. Ciò significa che anche in un Paese retto da una maggioranza assoluta di conservatori, qualcosa può muoversi e perfino vincere.  Ricordiamocelo e teniamo presente la lezione che ci viene dal coraggio e dalla forza delle donne polacche; e soprattutto ricordiamoci sempre che grande è la forza della democrazia, anche nei momenti più difficili.

 

Notazioni del Presidente nazionale ANPI

Carlo Smuraglia (ANPI news)