Di seguito, la risposta del Presidente nazionale dell’ANPI Carlo Smuraglia, all’articolo di Saverio Ferrari, uscito sul Manifesto del 3 marzo 2015.

Di: - Pubblicato: 8 aprile 2015

ANPI_logoQuasi un mese fa, ho letto un articolo di Saverio Ferrari su “il manifesto”, intitolato: “Appello all’ANPI: guardi ai nuovi antifascisti”. www.ilmanifesto.info Un articolo molto ampio, in cui si fornisce un quadro, non proprio esatto, dell’ANPI di oggi e del suo antifascismo, contrapponendogli un quadro di “nuovi” movimenti antifascisti, a cui si dovrebbe, praticamente – secondo l’autore – l’unica vera ed efficace iniziativa di contrasto del riemergente neofascismo e neonazismo. Non occorrono molte parole per confutare un simile assunto. Anzitutto, ragioniamo sull’immagine dell’ANPI, che avrebbe cercato, senza riuscirci, di innovarsi, mantenendo tuttavia uno spiccato carattere “istituzionale” e “collaborativo”. Strano che Ferrari, che pure è stato, fino a poco tempo fa, componente di un organismo dirigente periferico (dell’ANPI), ci conosca così poco. Teniamo viva la memoria, è vero, ma è nostro dovere (altrimenti, chi lo farebbe?), e comunque ci sforziamo di renderla attiva, per aiutare soprattutto a conoscere i fatti della storia, perché servano di esempio e di monito per il futuro e favoriscano la riflessione storica. Ma siamo impegnati anche in tante altre attività; ci occupiamo della scuola e della “cittadinanza attiva” (vedi il protocollo di intesa sottoscritto col MIUR il 24 luglio 2014 e in corso di attuazione), ci occupiamo delle stragi nazifasciste degli anni ‘43-‘45, non solo partecipando alle iniziative di ricordo, ma anche promuovendo seminari e convegni per irrobustire, con gli storici, la conoscenza di tutto quanto è accaduto; mettendo in cantiere un “Atlante delle Stragi”, che sarà d’importanza storica e per il quale siamo riusciti ad ottenere un finanziamento da parte della Germania. Ci occupiamo delle riforme costituzionali, contrastando con forza ed energia quelle che ci appaiono non come modifiche, ma come stravolgimenti della Carta costituzionale; ci occupiamo di diritti, di pace, di lavoro, esercitando quella “coscienza critica” che ci è stata indicata come un dovere primario da parte del Congresso nazionale del 2011; ci occupiamo di donne, di emancipazione, di libertà e uguaglianza; e moltissimo di formazione, non solo dei giovani ma anche dei nostri dirigenti. E tutto questo non è né statico né tanto meno “istituzionale” (ma cosa vuol dire, alla fine, questa espressione?). Ci occupiamo, e molto, piaccia o no a chi chiede che l’ANPI “batta un colpo”, di antifascismo, non solo perché siamo sempre attivi nel richiamare gli organi istituzionali ed elettivi al ruolo che loro è assegnato da una Costituzione profondamente e nettamente antifascista, in tutte le sue norme, i suoi princìpi ed i valori che esprime, ma anche perché cerchiamo, in tutte le forme possibili, di contrastare i movimenti neofascisti e neonazisti, che si stanno sempre più espandendo, nonostante le nostre iniziative e nonostante gli sforzi di quello che Ferrari definisce “l’altro movimento”.

 

Carlo Smuraglia ANPINEWS