LA LEGA “….DEL TERZO MILLENNIO”

Di: - Pubblicato: 8 aprile 2015

A  cura di Angelo Longhi, presidente sezione A.N.P.I. martiri niguardesi

 

Sono ormai lontani i tempi in cui il fondatore della Lega Umberto Bossi, che proclamava, come fine ultimo del movimento, la conquista del “federalismo”, aveva come nemico naturale il centralismo dei fascisti. Sono ormai dimenticati i tempi in cui Bossi in un comizio del ’95 aveva invitato il popolo del “suo” Carroccio a “individuare casa per casa i fascisti”, i nemici del Nord da stanare e cacciare. «Solo fascisti… voi siete solo fascisti… » del resto era stato il coro in piazza della Scala, nel maggio 1997, cantato dai giovani padani sulla musichetta di Guantanamera e rivolto agli ex di AN. E quando nel 2013, ormai caduto in disgrazia per i noti fatti della “paghetta” a Bossi junior e per i diamanti di Belsito, Bossi a Pontida viene contestato da una parte della Lega, per lui è chiaro chi sono i suoi avversari : “a  Pontida c’erano dei fascisti che picchiavano anche le donne. Avevano i guanti neri, li ho visti io. Secondo me, venivano da Verona”.

Lontani ricordi.

Oggi la Lega di Salvini, dimenticato il suo odio contro i terroni e accantonata la propaganda contro Roma ladrona e per il federalismo, fiuta il vento nuovo, si fa partito nazionale e scopre i “vecchi” valori della destra fascista: razzismo, omofobia, nazionalismo spacciato come rimedio contro lo straniero profittatore e ladro.

Che futuro predire a un partito che, per un pugno di poltrone da parlamentari, tradisce la propria origine, la propria cultura e si trasforma aprendo la strada a formazioni che ,oggi sono minoritarie, ma che domani potrebbero crescere, colonizzare e poi metabolizzare la Lega ?

L’avvicinamento della Lega Nord alla destra estrema è stato lento e progressivo e continua ormai da anni.

Quando Matteo Salvini, il 15 marzo 2013, dà le dimissioni da parlamentare eletto nella circoscrizione III (LOMBARDIA 1) gli subentra Marco Rondini.

Per capire di quali personaggi politici si sia intessuta oggi la Lega, è necessario leggere un ritratto delle passioni di Rondini tratto dall’Osservatorio democratico:

“….Nei primi anni Novanta Rondini è nel “Fronte nazionale” di Franco Freda, figura centrale nella storia dell’eversione nera, condannato nel 1981 a quindici anni per gli attentati dinamitardi a Milano del 25 aprile 1969 (alla Fiera e all’Ufficio cambi della Stazione centrale), e sui treni nell’agosto successivo (dieci attentati, di cui otto riusciti). Freda sarà anche riconosciuto dalla Corte di cassazione tra i responsabili della strage di piazza Fontana, seppur non più perseguibile per le assoluzioni nei precedenti processi degli anni Settanta e Ottanta.

Nel 1995 cinquanta esponenti del Fronte nazionale furono portati a giudizio davanti alla Corte di assise di Verona, sia per ricostituzione del partito fascista che per istigazione razziale. D’altro canto era stato lo stesso Freda a scrivere di voler “costituire in Italia un movimento politico esplicitamente razzista”. Dichiarò anche “finita l’epoca delle guerre civili europee” sostenendo l’inizio “delle guerre razziali” in cui

“al colore dell’ideologia” si sarebbe sostituito “quello dell’epidermide”.
Il 21 dicembre del 1991 a Bardolino, sul lago di Garda, 150 aderenti del Fronte nazionale furono anche fotografati mentre celebravano con una cerimonia in perfetto stile nazista il solstizio d’inverno. Rigidamente sull’attenti, in cerchio e con in mano una fiaccola, assistevano, sulle note dei Carmina Burana di Carl Orff, al lento ardere di una pira con alla sommità una mezza svastica, il simbolo del Fronte. Franco Freda fu condannato con sentenza definitiva a tre anni, e Cesare Ferri, il suo vice, a venti mesi. Il Fronte nazionale venne sciolto con decreto dal Consiglio dei ministri, il 27 ottobre 2000, a norma della legge Mancino. Dopo questa prima esperienza giovanile, Marco Rondini, arriverà nel 1995 alla Fiamma tricolore di Pino Rauti, l’iniziale contenitore di tutte le anime del neofascismo italiano dopo la trasformazione dell’Msi in Alleanza nazionale. Una formazione da cui fuoriuscirono in seguito quasi tutti gli altri esponenti dell’attuale galassia della destra radicale, dal Fronte sociale nazionale di Adriano Tilgher e Stefano Delle Chiaie, agli stessi dirigenti di Forza nuova. Passerà alla Lega solo nel 2000, reclutato da Mario Borghezio. Divenuto segretario dell’area provinciale della Martesana, farà parlare di sé nell’aprile del 2004, quando chiederà di chiudere tutte le moschee e i centri islamici della Lombardia, a partire da Segrate. Commenterà in una conferenza stampa: “i progetti di società multirazziale e multiculturale sono falliti”. Sempre nel 2004, in novembre, Rondini organizzerà in provincia di Milano una campagna di raccolta firme contro l’ingresso in Europa della Turchia, sostenendo che tale “ipotesi sciagurata” avrebbe consegnato “all’Islam le chiavi del nostro continente”. In tempi più recenti si è battuto, facendo pressione su Matteo Salvini, il capogruppo della Lega a Palazzo Marino, per far ottenere una sede a Milano a Cuore nero. In tutte le occasioni possibili, feste, convegni, fiere (tra le altre Militalia a Novegro), lo si è trovato a gestire il banchetto dei libri delle Edizioni di Ar, guarda caso la casa editrice di Franco Freda. Ar, per chi non lo sapesse, sta per ariano e i testi prodotti negano l’Olocausto e propagandano “la superiorità della razza bianca”. Ancor oggi, come nei primi anni Novanta, sono in tanti a raccontarlo, celebra ogni 21 dicembre il solstizio d’inverno. Qualcuno giura davanti a una svastica fiammeggiante. Proprio come ai bei tempi del Fronte. Con lui, immancabilmente, Cesare Ferri, il vice di Freda.”

Se questi sono i parlamentari non sorprende che il nuovo soggetto del sud che si federerà con la Lega si chiamerà “lega dei popoli con Matteo Salvini” e unificherà altre minuscole leghe e nelle intenzioni, tutti gli spezzoni organizzati dell’estrema destra fascista.

Non più partito padano e federalista, ma forza nazionale con impronta nazionalista e razzista, che si batte contro l’integrazione e la società multietnica allineandosi alle peggiori formazioni dell’estrema destra europea, con cui, per altro, ha provveduto a promuovere la cosiddetta “Alleanza europea per la libertà (Eaf)”, spaziando dal “Front national” francese di Marine Le Pen all’islamofobico Partito per la libertà olandese (Pvv), fino a organizzazioni dichiaratamente xenofobe come il Vlaams belang belga (Interesse fiammingo) e l’austriaco “Partito della libertà” (Fpo).

Salvini, proprio per poter assumere un ruolo guida nei confronti di queste organizzazioni neofasciste, ha anche costituito l’associazione Patriae, entro cui, proprio in questi mesi, sta cercando di far convergere militanti e spezzoni in libera uscita dell’estremismo nero.

Per un partito che si candida ad essere una guida per il neofascismo italiano o di quanto ne rimane, non poteva mancare tra le sue proposte anche l’abrogazione della legge Mancino che punisce l’istigazione all’odio razziale, etnico e religioso.

Se continuerà la crisi economica e peggiorerà la situazione di tante famiglie, avremo già pronto un partito di dimensione ragguardevoli pronto a sfruttare le paure dei nostri concittadini pur di raccogliere voti e consensi, seminando paura, razzismo, xenofobia.

Seguendo la lezione di A. Bloch: “Un buon capro espiatorio vale quasi quanto una soluzione”.