LA RESISTENZA TRADITA

Di: - Pubblicato: 24 aprile 2015

E’ un 25 aprile amaro questo del 70° anniversario della liberazione dagli sgherri del terzo regime e dai loro servi, i fascisti della Repubblica di Salò. Amaro per la terribile crisi economica che continua, incurante delle patetiche conferenze stampa del Ministro Poletti in cui si annunciano riprese che vede solo lui. Amaro per come, nell’indifferenza dell’Europa e del governo, si lasci, per non spendere soldi, che il Mediterraneo diventi un immenso deposito delle ossa dei poveri in fuga da guerre e miseria.
Potremmo per un momento gioire del 70,° ma in realtà, da molti anni la propaganda della destra italiana, ricca di mezzi di informazione e povera di cultura, sta cercando di far passare una versione della resistenza e della liberazione che è l’esatto opposto di quello che si studia sui libri di storia. E ci è riuscita in larghi strati della popolazione.
L’Italia è l’unico paese europeo in cui, da parte di molti, si mette in discussione che i Partigiani avessero ragione a schierarsi contro l’invasore nazista e il suo leader sterminatore Adolf Hitler, e contro i loro servi. Una ovvietà ovunque tranne che da noi dove questa “storia” non viene accettata. Negli ultimi anni si moltiplicano le riscritture in cui i Partigiani sono visti come comunisti sanguinari grondanti del sangue dei “ragazzi di Salò”.
Eppure l’Italia è stata la nazione che ha esportato nel mondo, per prima, il cancro del fascismo, dopo essersi distinta nel creare delle colonie, usando i campi di concentramento in Libia e i gas chimici in Etiopia, dopo aver introdotto per prima in Europa le leggi razziali in un Parlamento unanime e con la Monarchia plaudente, quelle leggi che iniziarono la persecuzione anti ebraica che si concluderà nei forni crematori dell’alleato tedesco. Il tutto mentre i tedeschi in ritirata uccidevano 15 mila civili nelle stragi delle popolazioni dell’appennino tosco emiliano, e i fascisti consegnavano gli ebrei ai forni pagando, pur di prenderli, una taglia di 5 mila lire cadauno e arrestavano, torturavano e fucilavano chiunque si opponesse. E allora ribadiamo a muso duro una verità storica: gli uomini e le donne della Resistenza avevano ragione e fecero la scelta giusta. Questa è la verità checchè ne dica la destra cialtrona e nostalgica che questo paese si regala da sempre.
Una destra che riporta i fascisti del Terzo Millennio con il loro lugubre bagaglio culturale nelle Piazze e ne sposa il linguaggio razzista, come dimostra la deriva politica lepenista della Lega Nord.
Dulcis in fundo, che dire della recente scoperta della medaglia data al fascista Paride Mori da una Commissione istituita presso la Presidenza del Consiglio? Mi piacerebbe sapere dal Presidente del Consiglio Renzi se, premiare con una medaglia alla memoria un repubblichino quarantenne, fascista convinto, ucciso in uno scontro a fuoco con i partigiani, faccia parte dei festeggiamenti per il 70°.
E figuratevi la sorpresa e l’indignazione quando si viene a sapere che, grazie alla Legge del Ricordo promulgata dal Governo Berlusconi nel 2004, le medaglie sarebbero state ad oggi circa 300 ! Una legge fatta da Berlusconi nel 2004 che il ROTTAMATORE nazionale non sembra abbia la fretta di voler abolire.
Infine, un anno amaro quello del 70°, per la faciloneria con cui i diritti costituzionali sono stati cancellati con un colpo di spugna, abolendo per i nuovi assunti l’articolo 18, per come la riforma del Senato diminuisca e non aumenti la democrazia italiana, per come la legge elettorale in discussione sia molto peggio di quella che, nei primi anni 60, fu definita “legge truffa”. Un anno che vede l’A.N.P.I. molto critica, su questi aspetti, con il governo.
Una nota positiva è data dall’impegno di molti giovani per cercare di migliorare il mondo di tutti, non più utilizzando i partiti, resi impresentabili dagli innumerevoli casi di corruzione, ma le associazioni.

Un giovane della Resistenza Roberto Ricotti 22 anni, meccanico, comunista, comandante 5° settore del Fronte della Gioventù, fucilato a Milano il 14 gennaio 1945 lasciava detto poco prima di lasciarci :

“Lascio a tutti i compagni la mia fede, il mio entusiasmo, il mio incitamento”.
Ci sentiremmo dei vermi se mollassimo adesso.

 

 

Angelo Longhi
Presidente sezione ANPI “Martiri Niguardesi”