LA SEDE DELLA MUTI IN VIA ROVELLO

Di: - Pubblicato: 2 Lug 2015

Roberto Cenati, Presidente Provinciale A.N.P.I. Milano, per ricordare le sofferenze della nostra città e la barbarie subita.

 

LA SEDE DELLA MUTI IN VIA ROVELLO

 

Durante gli anni della Rsi (Repubblica Sociale Italiana), il bel palazzo signorile al numero due di via

Rovello, ora Piccolo Teatro era stato trasformato in un luogo di detenzione dove furono praticate torture e delitti a opera della Legione Ettore Muti. Subito dopo l’8 settembre 1943 si raccolsero intorno alle ricostituire federazioni fasciste, nelle principali città occupate dai tedeschi, alcune così dette “squadre di azione” e di “polizia federale” destinate alla difesa armata del risorto fascismo. Fu appunto una di quelle squadre d’azione che, costituitasi a Milano, nella seconda decade del settembre 1943, divenne poi, nel marzo 1944, il battaglione di forze armate di polizia Ettore Muti. Al battaglione, di stanza in città, fu poco tempo dopo aggregato un altro battaglione esterno, dislocato in Piemonte; e dalla fusione delle due unità, derivò la Legione autonoma mobile Ettore Muti. Le sue funzioni avrebbero dovuto essere di carattere militare, simili perciò a quelle esplicate dalle altre formazioni armate repubblichine. Di fatto, però, la Muti rivelò una decisa tendenza a sostituirsi agli organi di polizia. Il suo sviluppo e il suo prepotere furono agevolati dall’appoggio dei tedeschi, i quali di quella forza armata intendevano servirsi per l’attuazione dei loro disegni politici e militari sul territorio italiano. Unità della Muti furono infatti tenute a disposizione del generale tedesco Tensfeld, residente a Monza, per operazioni di rastrellamento in Lombardia e Piemonte. Tra i primi rastrellamenti operati dalla Muti a Milano e in provincia si ricordano quelli di Baggio, di Quinto Romano, di Settimo Milanese. Non poche furono le uccisioni di civili e di partigiani eseguite nelle circostanze suddette, e le rappresaglie con depredazioni ed incendi. Comandante della legione fu l’ex-caporale dell’esercito Francesco Colombo, che assume poi il grado di colonnello e che ebbe, quale aiutante, il maggiore Bruno De Stefani. Successivamente Francesco Colombo fu nominato vicequestore dal Ministro degli Interni della Repubblica di Salò, Buffardini Guidi. La sede centrale del Comando della Legione in via Rovello n.2 disponeva di camere di sicurezza e celle di isolamento al primo e secondo piano. Numerosissimi furono gli arresti operati, specialmente dai componenti della squadra mobile addetta all’ufficio politico, nelle persone di antifascisti, patrioti, ebrei. Gli arrestati venivano sottoposti a stringenti, ripetuti e talora massacranti interrogatori. Molti venivano duramente percossi e seviziati, specialmente quando si ostinavano a non rispondere o a rispondere in modo evasivo alle domande che venivano loro rivolte. Nello stesso edificio Paolo Grassi e Giorgio Strehler fondarono nel 1947 il Piccolo Teatro, facendone un centro e un simbolo della rinascita culturale e della vita democratica di Milano. Una targa posta sulla facciata del teatro ricorda che nella ex sede della Muti centinaia di combattenti per la libertà furono torturati e uccisi. In via Tivoli 1 all’interno della Caserma Salinas sorgeva un’altra sede della Legione Ettore Muti, nei cui locali furono detenuti e torturati numerosi partigiani. In quel luogo agiva il capitano Pasquale Cardella che ebbe il compito di guidare il plotone di esecuzione, composto da mutini, per la fucilazione dei 15 Martiri di piazzale Loreto, il 10 agosto 1944.