L’ALBERGO REGINA

Di: - Pubblicato: 10 luglio 2015

Roberto Cenati, Presidente Provinciale A.N.P.I. Milano, per ricordare le sofferenze della nostra città e la barbarie subita.

 

 

L’ALBERGO REGINA

 

In via Santa Margherita 16 (angolo via Silvio Pellico) si trovava l’Albergo Regina e Metropoli: un palazzo signorile a duecento metri da piazza del Duomo. Elegante e spazioso, il 13 settembre 1943, l’Albergo Regina divenne la sede del quartier generale nazista a Milano. Nell’Albergo Regina operavano i comandi della SIPO-SD (polizia e servizi di sicurezza delle SS), nonché della Gestapo (dipendente dalla SIPO) e dell’Ufficio IV B4, incaricato della persecuzione anti ebraica. Il comando interregionale (Piemonte, Lombardia e Liguria) era affidato a Rauff (collaboratore di Eichmann e inventore dei camion della morte, camere a gas su quattro ruote) e quello interprovinciale a Saevecke, condannato il 9 giugno 1999 dal tribunale militare di Torino all’ergastolo per l’eccidio dei 15 martiri di piazzale Loreto, avvenuto il 10 agosto 1944. L’Albergo Regina è stato luogo di tortura di partigiani, ebrei, oppositori politici, alla cattura dei quali collaborarono intensamente i repubblichini, in particolare, l’ufficio politico della Muti. Strettissima fu la collaborazione di Luca Osteria, agente dell’Ovra, che nel ventennio fece arrestare parecchi antifascisti, con il capitano Saevecke che gli spalancò le porte del Regina. Nel corso del 1944 inizierà il doppio gioco di Osteria che però non riuscì a convincere i servizi inglesi, né Leo Valiani, né Enzo Boeri, responsabile della sezione controspionaggio del Comando generale Corpo Volontari della Libertà. Saevecke si serviva del cosiddetto macellaio Gradsack e lavorava a stretto contatto con i sanguinari Otto Koch, sottufficiale Gestapo, chiamato dai suoi collaboratori “cucinatore di ebrei” e Franz Staltmayer, detto la “belva”, armato di nerbo e cane lupo. All’ultimo piano, l’Albergo Regina, ospitava le celle di sicurezza. Dall’Albergo Regina dipendeva il carcere di San Vittore. Le liste dei deportati nei lager tedeschi venivano predisposte nella sede delle SS. L’Albergo Regina costituiva la triste meta di numerosi parenti, che a loro volta rischiavano la vita per chiedere informazioni sui loro familiari improvvisamente scomparsi, perché catturati e arrestati dai nazifascisti. Nel gennaio 1945 la Polizia di Sicurezza arresta casualmente Ferruccio Parri, anima della Resistenza e vicecomandante del Corpo Volontari della Libertà. Saevecke, conscio dell’importanza della preda, ne ordina il trasferimento da San Vittore all’Albergo Regina dove viene posto sotto strettissima sorveglianza. Edgardo Sogno decide di tentare di liberarlo insieme a Turrina e al medico Stefano Porta. Scoperti mentre sono in procinto di attuare il loro piano, Sogno e Turrina vengono presi. Condotti nel garage dell’albergo vengono sottoposti a un violento pestaggio e a tortura in presenza di Saevecke. Dalle rive del lago di Como verrà prelevato dal capitano americano Daddario e condotto nell’Albergo Regina anche il gerarca fascista Rodolfo Graziani, proprio nei giorni della Liberazione. Graziani si arrenderà direttamente agli americani insieme ai tedeschi. Venerdì 22 gennaio 2010, a 65 anni di distanza dalla resa dei fascisti e dei nazisti, il 30 aprile 1945 agli americani, su iniziativa di centinaia di milanesi, una lapide veniva posta sulla facciata del luogo dove sorgeva l’Albergo Regina.