MARGHERITA BELOTTI MORETTI (RINA)

Di: - Pubblicato: 4 settembre 2015

 

Ci ha lasciato Margherita Belotti Moretti, partigiana combattente e Presidente Onorario della Sezione Almo Colombo dell’Isola.
Come riconobbe Arrigo Boldrini, il comandante “Bulow”, uno degli eroi leggendari della Resistenza, premiato dagli alleati con la medaglia d’oro al valor militare, “…
senza le donne non ci sarebbe stata la resistenza”. Furono 35 mila le combattenti e 70 mila di loro fecero parte dei Gruppi di difesa della Donna da cui nacque nel dopoguerra l’UDI (Unione Donne Italiane); 4.653 di loro furono arrestate e torturate, oltre 2.750 vennero deportate in Germania, 2.812 vennero fucilate o impiccate, 1.070 caddero in combattimento, 19 nel dopoguerra vennero decorate di medaglia d’oro al valor militare.

La Repubblica Italiana nata dalla Resistenza riconobbe il ruolo e i sacrifici di queste donne e dopo il ventennio fascista che le voleva recluse in casa e senza diritti politici, rese possibile la loro partecipazione al voto alle elezioni politiche nel 1946 subito dopo la fine della guerrra (diritto che nella “democratica” svizzera arrivò solo nel 1970!).

Margherita fu nella sua gioventù una di queste “bellissime” donne, iscritta al Partito Comunista fin dal 1938 quando inizia a svolgere attività di propaganda nelle fabbriche e nei caseggiati.

Dopo l’8 settembre 1943 Margherita  (nome di battaglia Rina) porta la stampa clandestina nella zona dell’Ossola, diventando così staffetta delle Brigate Garibaldi.

All’inizio del settembre del 1944 il comando della delegazione Regionale Lombarda la assegna alla 2a Divisione Garibaldi dislocata in val Masino (Valtellina). Nel febbraio del 1945, su delazione, Margherita viene arrestata a Milano, dalle brigate nere di Lecco e trasferita a Como dove viene sottoposta a pesanti interrogatori, sevizie e violenze. Margherita come la maggior parte delle sue compagne, resiste senza nessun cedimento e, dopo qualche giorno, viene rinchiusa nelle carceri di San Donnino a Como, in attesa di essere trasferita in un campo di sterminio in Germania. La liberazione la trova ancora in carcere a Como dove viene liberata la sera del 24 aprile e può ritornare a Milano. Per la sua attività di partigiana combattente nelle formazioni militari Garibaldi le è stata riconosciuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri la qualifica di sergente maggiore.

Nel dopoguerra è stata per lunghi anni Presidente della Sezione A.N.P.I. ALMO COLOMBO dell’Isola.

A lei e a quelle come lei il nostro ricordo e la nostra devozione.

Angelo Longhi Presidente sezione ANPI Martiri NIguardesi

(angelo.longhi@fastwebnet.it)