Molti Niguardesi Ricorderanno INES ROSSI FRANZONI

Di: - Pubblicato: 22 gennaio 2016

     Molti niguardesi ricorderanno

INES ROSSI FRANZONI

Vorrei proporre ai lettori di “Sonda.Life” la storia di una donna vissuta a Niguarda e conosciuta da tanta gente del quartiere, Ines Rossi Franzoni. La sua vita è stata un lungo cammino, fatto di lotte e di battaglie per la democrazia, l’emancipazione sociale e la difesa dei ceti più deboli.

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Ines nacque l’8 ottobre 1913 a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, da genitori braccianti socialisti e morì a Milano il 17 gennaio del 1987. La sua famiglia fu da subito osteggiata dai fascisti perchè considerata sovversiva.

Ines ne fece direttamente le spese, rinunciando alla frequenza della scuola per poter dare a due dei suoi fratelli la possibilità di studiare. Alle famiglie “rosse” infatti non era permesso mandare tutti i loro figli a scuola. E così all’età di otto anni andò a lavorare la campagna.

 

All’inizio della sua giovinezza, sul finire degli anni Venti, fece le prime esperienze antifasciste.

Il suo contributo lo diede nel rischioso compito di diffondere L’Unità e altro  materiale clandestino di propaganda dei comunisti correggesi.

Nei primi anni Trenta, per “ragioni di lavoro o di pagnotta”, come si usava dire in quei tempi, si trasferì prima a Brescia e poi a Milano.

Nel 1944, con la famiglia, ritornò nella Bassa Reggiana, a Rio Saliceto. Lì si impegnò come staffetta nella lotta partigiana, correndo mille pericoli, anche quando era in attesa del suo primo bambino.

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Nel dopoguerra si trasferì nuovamente a Milano dove continuò le sue battaglie nonostante per molti anni non trovasse una sistemazione abitativa stabile.

Questi continui traslochi non la stancarono. Ines visse giorni pieni d’impegno nei circoli UDI (Unione Donne Italiane) e nel Partito Comunista Italiano e fu sempre presente nelle iniziative a favore della famiglia o in appoggio ai più deboli.

 

Nel 1961, dopo l’ennesimo sfratto, si trasferì  a Niguarda, in via Hermada.  In poco tempo si fece conoscere ed apprezzare per la coerenza delle sue scelte politiche, occupandosi con passione e serietà delle problematiche del quartiere.

Nel 1963 le venne affidata la responsabilità del Circolo UDI di zona. Fu in questo ruolo che affrontò i problemi sociali del quartiere. Erano tanti, come per esempio, la carenza di aule scolastiche, di un consultorio, di asili nido, d’assistenza sanitaria  e di trasporti migliori.

Il tessuto democratico niguardese, con la presenza attiva e organizzata di forze politiche e sindacali, facilitava le iniziative. Ines ne fu spesso la promotrice, trovando sempre il consenso degli abitanti del quartiere.

 

Nel 1968, diventata pensionata, con altri compagni della Sezione del PCI “Francesco Rigoldi” costituì la Lega Niguardese dello SPI, il sindacato dei pensionati. Accanto a questa nacque anche il Centro Anziani, un luogo dove trovarsi per discutere e divertirsi in compagnia.

Molti niguardesi ancora oggi la ricordano per la sua forza. Non temeva ostacoli e, pur costretta a sacrifici e rinunce, non si arrese mai alla stanchezza.

Ines, come tante altre donne di Niguarda, ha combattuto per il riscatto dalla vergogna fascista, per la pace, l’emancipazione della donna e per una vita migliore.

Dobbiamo infatti riconoscere che se oggi, in quartiere, abbiamo questi servizi, dati quasi per scontati, lo dobbiamo anche alle lotte e alla tenacia di donne come Ines.

Il marito Bruno, Presidente in quegli anni della nostra sezione ANPI, ha lasciato scritto alle persone a lui care “di ricordare la Ines come lei orgogliosamente avrebbe voluto, sempre presente nelle battaglie civili, partecipe coi suoi interventi unitari e propositivi”.

 

 Maria Maddalena Vedovelli

Gruppo Donne ANPI Martiri Niguardesi