Tutto Fermo In Parlamento

Di: - Pubblicato: 31 Ottobre 2016

In Parlamento tutto si è fermato e non solo da ora. Giacciono da tempo disegni di legge di notevole importanza e rilievo, certo non per colpa del “bicameralismo perfetto”, ma perché non c’è intesa tra i partiti di Governo, o non c’è, da parte di quest’ultimo, una volontà decisa di andare avanti, cioè di “fare”. Un piccolo elenco dei disegni di legge pendenti: lo jus soli, la tortura, il conflitto di interessi, il codice della strada, la liberalizzazione della cannabis, le adozioni, la concorrenza, la riforma del Codice civile e le misure per la giustizia, la riforma del Codice penale e la prescrizione, la diffamazione. Mi fermo qui per non allungare troppo il discorso, ma faccio solo due piccole notazioni. La prima: sulla prescrizione (che fa parte delle modifiche al Codice penale) si era arrivati perfino alla determinazione di chiedere la fiducia; poi tutto si è fermato, per chissà quale veto e il provvedimento è tornato sul binario morto. La seconda: il Governo ha emanato un decreto che contiene (non sono parole mie, ma di Repubblica.it) la cosiddetta “norma Canzio” che proroga per un anno il pensionamento di chi ha compiuto 70 anni, ma ha la fortuna di essere nelle alte sfere della Magistratura. Ebbene, nonostante le proteste che provenivano, non solo dall’Associazione magistrati, ma anche dai tanti che rilevavano la disparità di trattamento, il Governo ha deciso di andare avanti ed ha posto la fiducia, subito votata dalla maggioranza (alcuni gruppi sono usciti dall’aula al momento del voto).

This picture shows an empty senate prior a session for a confidence vote for the new governement on April 30, 2013 in Rome. Italy's new prime minister will face an early test of his mission to reverse Europe's austerity course Tuesday as he meets German Chancellor Angela Merkel after vowing to stop a policy he says is killing his country.  AFP PHOTO / ANDREAS SOLARO        (Photo credit should read ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Vicenda conclusa, dunque, con beneplacito dei detrattori, a meno che – come si sussurra – qualcuno riesca a portare la questione all’esame della Corte Costituzionale. E’ molto probabile, però, che anche in questo caso, tutto sarebbe concluso nel senso voluto dalle alte sfere, perché un anno passa presto e la Corte Costituzionale è notoriamente piena di questioni serie da decidere. Conclusione: i mali non stanno nella normativa sul Senato, né sul bicameralismo perfetto, ma – ancora una volta – nei contrasti tra i partiti, anche di maggioranza, oppure nella mancanza di una reale volontà politica di portare a compimento leggi importanti, da molte parti attese ed invocate ed oggetto di roboanti promesse governative. Bisogna finirla con la storia della “lentezza” della giustizia, come caratteristica esclusiva dell’Italia. E’ verissimo che una giustizia veloce rende un miglior servizio ai cittadini e giova all’economia ed alla morale; ma il male, a quanto pare, è comune, se è vero  – come dimostrano dati incontrovertibili, che la durata media delle cause e dei processi in Italia sta perfettamente nella media europea.

 

Notazioni del Presidente nazionale ANPI

Carlo Smuraglia (ANPI news)