Apertura Al Riconoscimento In Italia Del Figlio Nato Da Due Madri All’Estero

Di: - Pubblicato: 7 dicembre 2016

La vicenda riguarda due donne, una di nazionalità spagnola e l’altra italiana, sposate in Spagna, che con fecondazione artificiale concepiscono un bambino, dichiarato all’atto della nascita figlio di due madri: quella spagnola che lo aveva partorito e quella italiana che aveva donato l’ovulo; Il bimbo aveva acquisito solo la cittadinanza spagnola

Con la separazione della coppia, sorgeva l’interesse della madre italiana a far dichiarare il rapporto di filiazione anche in Italia e a far acquisire al figlio anche la cittadinanza italiana. L’Ufficiale dello Stato civile italiano, però, respingeva la richiesta di trascrizione dell’atto di nascita formato in Spagna per contrarietà all’ordine pubblico Italiano.

La Corte di Cassazione, con sentenza del 30 settembre 2016 n. 1959, ha affermato che la procedura di maternità assistita tra due donne legate da un rapporto di coppia, con donazione dell’ovocita da parte della prima e conduzione a termine della gravidanza da parte della seconda, con utilizzo di un gamete maschile di un terzo ignoto, integra un’ipotesi di genitorialità realizzata all’interno della coppia, assimilabile alla fecondazione eterologa, dalla quale si distingue per essere il feto legato biologicamente ad entrambe le donne. Dunque, il riconoscimento e la trascrizione nei registro dello stato civile in Italia di un atto straniero, validamente formato, nel quale risulti la nascita di un figlio da due donne a seguito di procedura assimilabile alla fecondazione eterologa non contrasta con l’ordine pubblico, dovendosi avere riguardo al principio, di rilevanza costituzionale primaria, del superiore interesse del minore, che si sostanzia nel suo diritto alla conservazione del suo status filiationis, validamente acquisito all’estero.

Quindi il parametro di riferimento non è costituto dalle norme con le quali il legislatore ordinario esercita la propria discrezionalità in una determinata materia, ma esclusivamente dai principi fondamentali vincolanti per lo stesso legislatore ordinario, consentendo così la tutela dell’interesse superiore del minore, anche sotto il profilo della sua identità personale e sociale, e in generale del diritto delle persone di autodeterminarsi e di formare una famiglia.

Il mancato riconoscimento in Italia del rapporto di filiazione, legalmente e pacificamente esistente in altro paese, determinerebbe così un’incertezza giuridica, che avrebbe riflessi negativi sulla definizione dell’identità personale del minore.

Altre conseguenze pregiudizievoli sarebbero l’impossibilità di acquisire la cittadinanza italiana e i diritti ereditari, di circolare liberamente nel territorio italiano e di essere rappresentato dal genitore nei rapporti con le istituzioni italiane, al pari degli altri bambini e anche di coloro che, nati all’estero, abbiano ottenuto il riconoscimento.

La Cassazione, con questa sentenza, ha inoltre affermato che la regola secondo cui è madre colei che ha partorito, non costituisce un principio fondamentale di rango costituzionale; conseguentemente, sarà riconoscibile in Italia l’atto di nascita straniero dal quale risulti che un bambino, nato da un progetto genitoriale di coppia, è figlio di due madri (una che l’ha partorito e l’altra che ha donato l’ovulo), non essendo opponibile un principio di ordine pubblico desumibile dalla suddetta regola.

Avv. Lisa Sepco

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