Unioni Civili E Convivenze

Di: - Pubblicato: 19 settembre 2016

Un’interessante novità di questa legge è costituita dall’introduzione dei contratti di convivenza: accordi con i quali la coppia, convivente di fatto, può definire le regole della propria convivenza, attraverso la regolamentazione dei rapporti patrimoniali della stessa ed alcuni limitati aspetti dei rapporti personali, anche in caso di eventuale separazione.

E’ bene precisare che la convivenza non richiede una sua formalizzazione (a differenza, quindi, delle unioni civili), ma è evidente che la sua rilevanza giuridica impone necessariamente un suo accertamento: la registrazione anagrafica, risultante da un certificato di stato di famiglia, facilita la prova della convivenza e della coabitazione ed è necessaria solo in caso si voglia stipulare un contratto di convivenza.

foto-x-art-unioni-civili-e-convivenzeIl contratto di convivenza deve essere redatto in forma scritta, a pena di nullità, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato; inoltre, per garantirne l’opponibilità a terzi, il professionista che autentica o riceve l’atto deve provvedere, entro dieci giorni, a trasmettere copia del contratto al comune di residenza dei conviventi per l’iscrizione all’anagrafe.

Nel dettaglio, il contratto può contenere:

a) l’indicazione della residenza comune dei conviventi;

b) le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e alla capacità di lavoro professionale o casalingo;

c) la scelta del regime patrimoniale della comunione dei beni e i criteri di attribuzione della proprietà dei beni acquistati nel corso della convivenza;

d) le modalità di partecipazione alle spese comuni, e quindi la definizione degli obblighi di contribuzione reciproca nelle spese comuni o nell’attività lavorativa domestica ed extradomestica;

e) le modalità di uso della casa adibita a residenza comune (sia essa di proprietà di uno solo dei conviventi o di entrambi i conviventi ovvero sia in affitto);

f) le modalità per la definizione dei reciproci rapporti patrimoniali in caso di cessazione della convivenza al fine di evitare, nel momento della rottura, discussioni e rivendicazioni;

g) la facoltà di assistenza reciproca, in tutti i casi di malattia fisica o psichica (o qualora la capacità di intendere e di volere di una delle parti risulti comunque compromessa), o la designazione reciproca ad amministratore di sostegno.

Il contratto di convivenza si risolve per

a) accordo delle parti;

b) recesso unilaterale da esercitarsi con dichiarazione ricevuta da notaio o autenticata da notaio o da avvocato;

c) matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente ed altra persona;

d) morte di uno dei contraenti;

E’ importante, dunque, considerare questa nuova possibilità poiché offre la possibilità di regolamentare congiuntamente il rapporto in tempo di “pace”, ma anche in vista di una eventuale separazione: le scelte e le decisioni risulteranno essere prese sicuramente con maggiore serenità e ponderazione e si eviterà di dover sbrogliare matasse ingarbugliate in tempi di “guerra”.

Avv. Lisa Sepco

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