Contro Il Bullismo Una Nuova Legge In Lombardia

Di: - Pubblicato: 30 gennaio 2017

A cura di Laura Magni, Psicologa

 

Il 24 Gennaio Regione Lombardia ha approvato il progetto di legge per contrastare bullismo e cyberbullismo, stanziando 300mila euro per l’anno 2017. Obiettivi: prevenire il fenomeno, sensibilizzare la cittadinanza, assistere le vittime, offrire possibilità di recupero ai bulli. Combattere questo fenomeno aggressivo che si realizza nelle trame del tessuto sociale e del mondo virtuale. Bullismo e cyberbullismo si fondano infatti sulla stessa dinamica di persecuzione di una vittima da parte di un carnefice. Non è la violenza fisica che rende il bullismo tale, ma tutto ciò  che umilia, emargina, maltratta in modo ripetuto.

Un fenomeno che da pochi anni è stato riconosciuto come problematica sociale. Alcuni esperti hanno identificato il 2006 come momento in cui l’Italia avrebbe preso maggiore consapevolezza di ciò che spesso accade nelle scuole. Una presa di coscienza accompagnata da tanto turbamento, perché il 12 novembre di quell’anno compariva sul web un video in cui un ragazzino disabile veniva picchiato da alcuni compagni di scuola. Tutto ciò avveniva all’interno della scuola stessa.

Da quanto emerge da alcuni dati, la scuola è il primo luogo in cui gli atti di bullismo vengono consumati. I ragazzi disabili e con bisogni educativi speciali verrebbero vessati 3 volte di più rispetto agli altri e non sarebbero protetti dai compagni di scuola, i cosiddetti spettatori passivi.

Il bullismo rimanda nell’immaginario collettivo ad un fenomeno prevalentemente “giovanile”, che effettivamente si realizza spesso all’interno delle scuole. Numerose ricerche affermano che tenderebbe a diminuire con l’età. Diminuirebbe in modo spontaneo. Ci riferiamo al bullismo nelle scuole. Il fenomeno del mobbing, anche questo di recente riconoscimento, colpirebbe circa 1 milione e mezzo di italiani sul posto di lavoro. Sembra inoltre che negli ultimi anni sia raddoppiata la domanda di sostegno psicologico da parte di soggetti mobbizzati. Non è semplice dire se un fenomeno costituisca un precursore dell’altro. Certamente i punti comuni tra queste due forme di vessazione, denominate diversamente, sono tanti.

La prevaricazione fa da comune denominatore a bullismo, mobbing, femminicidio, maltrattamenti su adulti e minori. Uno dei fattori che predispone maggiormente lo stabilirsi nelle nuove generazioni di dinamiche maltrattanti è l’esposizione alle violenze familiari: il bambino che fa esperienza come osservatore della dinamica di sopraffazione è più predisposto a metterla in pratica nel futuro, come bullo o come vittima.

La nuova legge regionale vuole “fare in modo che le Istituzioni possano affiancare le scuole e le famiglie attraverso programmi e progetti per la sensibilizzazione degli studenti e delle loro famiglie, per la formazione del personale scolastico ed educativo e per il sostegno alle vittime”.

Il coinvolgimento delle famiglie, di insegnanti ed educatori, nelle politiche preventive e di intervento contro il bullismo, lascia leggere tra le righe il riconoscimento di un filo conduttore sottile ma robusto che allaccia giovani e adulti nella relazione educativa, dentro e fuori dalle scuole.